«Verifiche nei capannoni diteci come costruire»
PAVIA La legge antisismica che indica le norme da seguire nella costruzione degli edifici è del 2005. E nel 2003 l'Italia è stata riclassificata secondo le zone sismische. Per ciò che è stato costruito prima di queste due date lo scenario è diverso. E' così, per esempio, per i capannoni che sono crollati tra Modena e Ferrara. Sono stati costruiti con il sistema delle travi in appoggio: architravi di cemento armato "appoggiati" sopra colonne di cemento armato. In regola perché edificati prima del 2003. Ma che con le scosse sono crollati, portando morte sotto le macerie. Cosa fare dunque di ciò che è già costruito? E come comportarsi per il futuro? Domande che non risparmiano la zona industriale di Pavia. «Certamente è da valutare il fatto di avere strutture rigide come i capannoni, servirà un ragionamento di riprogettazione – spiega Franco Bosi, presidente degli Industriali di Pavia – non penso che quei capannoni fossero costruiti male, quanto che sono stati costruiti secondo una tecnologia pensata per zone considerate non sismiche». Come la provincia di Pavia. Bisogna ripensare alle modalità di costruzione? «Bisognerà capire quali accorgimenti prendere per il futuro e se vanno presi anche sull'esistente – spiega Bosi – Serve un'analisi dettagliata. Bisogna capire cosa è successo in quelle zone, alcuni capannoni sono crollati, altri sono rimasti integri. C'è da fare uno studio serio in quelle zone per poi trasmettere i risultati a tutti gli altri per capire cosa dobbiamo fare». Accanto alla richiesta di indicazioni più precise sulle modalità di costruzione corre parallela anche la necessità di rivedere la classificazione delle zone sismiche. «Sembra evidente che quelle crollate erano costruzioni con una progettazione non adeguata o che non hanno avuto la giusta cura – spiega Ezio Tiraboschi, direttore di Confartigianato Pavia – Il terremoto in Emilia ha colpito anche molte realtà artigianali del mantovano, sempre più vicino a noi». E sono quei 140 chilometri che separano Pavia da Mantova che portano a pensare che sia sempre più forte la necessità di intervenire anche sul territorio provinciale. Le zone industriali e artigianali sono appendici ormai di ogni comune. «Fortunatamente non abbiamo avuto segnalazioni – spiega Tiraboschi – ma forse serve una campagna di monitoraggi e un'azione di verifica soprattutto nelle realtà periferiche, dove ci sono meno controlli, perché negli ultimi anni sono sorti insediamenti ovunque. Anche nella nostra provincia va fatta una verifica, non dico che bisogna diffondere il panico, ma servono dei controlli». su Twitter @MariannaBruschi