Unipol-Bnl, assolti Fazio Caltagirone e Gnutti

di Gigi Furini wROMA La Corte d'Appello ribalta la sentenza che aveva condannato l'ex governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio, per la vicenda dell'Opa di Unipol sulla Bnl. E' una storia di sette anni fa, quando a fianco di Unipol scesero in campo i «furbetti del quartierino», cioè quel gruppo di imprenditori (fra questi Coppola e Ricucci) che volevano dare la scalata al sistema bancario. L'imputato principale era ovviamente Fazio, ma con lui fra gli accusati c'era l'editore (e costruttore) Francesco Gaetano Caltagirone, c'erano i vertici (di allora) di Unipol e poi Vito Bonsignore (europarlamentare del Pdl), gli imprenditori bresciani Ettore e Tiberio Lonati e il finanziare Emilio Gnutti. Il processo vedeva imputate 13 persone e tre società, accusate a vario titolo di aggiotaggio, ostacolo all'attività della Consob (la Commissione di controllo sulla Borsa) e insider trading, cioè l'aver approfittato di informazioni riservate per speculare sui titoli. Questa la sentenza: Fazio e Caltagirone sono stati assolti (in primo grado erano stato condannati a tre anni e sei mesi). L'accusa di aggiotaggio (cioè l'aver diffuso notizie atte ad alterare il normale andamento delle azioni sui mercati) è caduta per tutti gli imputati e così sono stati assolti Bonsignore, Danilo Coppola, i fratelli Lonati, Stefano Ricucci e Giuseppe Statuto (tutti condannati in primo grado a 3 anni e 6 mesi). Assolti anche il banchiere Guido Leoni (Banca Popolare Emilia Romagna) e il finanziere Gnutti (anche per loro, in primo grado, una condanna a 3 anni e 6 mesi). Come conseguenza dell'assoluzione sono state revocate le sanzioni pecuniarie. Revocata anche la condanna al pagamento di 15 milioni di euro che Consorte, Fazio e Caltagirone avrebbero dovuto pagare al Banco di Bilbao che, nel 2005, aveva conteso a Unipol il controllo della Bnl. Le uniche condanne confermate sono quelle a Giovanni Consorte (allora presidente Unipol) che però si è visto la pena ridotta a 1 anno e 7 mesi (contro i 3 anni e 10 mesi in primo grado) e a Ivano Sacchetti (allora vicepresidente) condannato a 1 anno e 6 mesi contro i 3 anni e 7 mesi avuti in primo grado. Di questo processo si è parlato a lungo perché, nel corso delle indagini, era stata intercettata una telefonata dell'allora segretario dei Ds, Piero Fassino a Giovanni Consorte, nel quale l'esponente politico, vista la vicinanza fra Ds e Unipol, diceva a Consorte: «Allora abbiamo una banca»? Ieri, riprendendo questa frase, l'avvocato Marco De Luca ha risposto: «L'Italia ha perso una banca». «Senza l'intervento dei Pm le cose sarebbero andate diversamente per Bnl - ha spiegato il legale - e adesso l'Italia avrebbe una banca in più». Infatti, dopo il lungo braccio di ferro fra Unipol e Banco di Bilbao per il controllo della Bnl, l'aveva poi spuntata la francese Bnp Paribas. Le indagini delle procure di Milano e Roma, va ricordato, avevano provocato le dimissioni di Fazio dalla poltrona più alta di Bankitalia. ©RIPRODUZIONE RISERVATA