L'allarme ignorato: costruiti come Lego
ROMA Già all'indomani del sisma di 10 giorni fa, gli esperti avevano dato il loro parere, in pratica prevedendo quello che poi è accaduto. E il quadro che avevano dato non era rassicurante: «Sicuramente qualcuno ha operato con leggerezza, facendo economia. Si è progettato in maniera non intelligente», era stata l'opinione del presidente dell'associazione di Ingegneria sismica italiana, Agostino Marioni. Per Marioni i costruttori di prefabbricati «fanno a gara a chi appoggia le travi per due centimetri senza sostegno. Il buon senso avrebbe consigliato altri provvedimenti. Provvedimenti che avrebbero avuto un costo superiore marginale. C'è stata un'esasperata tendenza al risparmio». Gian Michele Calvi, professore ordinario e direttore della Ume school Iuss Pavia e presidente della fondazione Eucentre, venerdì scorso a margine di un convegno sul "Recupero del costruito in zona sismica", aveva in pratica previsto quello che è accaduto ieri: «Le zone colpite non sono storicamente classificate come sismiche. Basterebbero pochi interventi - aveva detto - ma così come sono non resisterebbero a nessuna accelerazione. Un terremoto in pianura padana o in zone non classificate provocherà sempre il crollo di strutture di questo tipo, compresi i supermercati. Quelli avvenuti non sono stati crolli legati a rotture di travi o pilastri. Ma sono strutture costruite come lego, una parte ha perso l'appoggio e sono cadute». L'ingegnere bolognese Guido Cacciari, con 20 anni di esperienza in zona sismica, ieri ha ribadito il concetto: «I capannoni in prefabbricato ante 2006 sono a rischio eccezionale di crollo alla minima scossa. Infatti, l'unica sollecitazione orizzontale per cui sono calcolati è il vento, a cui resistono per solo peso proprio. Proprio quel peso che è l'origine della sollecitazione sismica. I vincoli tra trave e pilastri sono cerniere!». Per porre rimedioCacciari propone di chiudere i capannoni e di avviare una procedura di emergenza per renderli agibili immediatamente (per non fermare totalmente l'economia locale): puntellamenti e tiramenti; croci di Sant'Andrea e staffe d'acciaio per trasformare le cerniere in incastri.