Ladri in tabaccheria ma scatta l'allarme

SARTIRANA Il quarto furto (stavolta non riuscito) nella tabaccheria di via Cavour. «Non sappiamo più cosa fare, sembra una barzelletta, ma è la realtà». Sono parole di Diego Portalupi, proprietario della tabaccheria di via Cavour. L'altra notte alle 2.30, prima ad arrivare sul posto è stata l'auto della vigilanza notturna, avvisata tramite il dispositivo d'allarme collegato direttamente all'esercizio commerciale, raggiunta poi in un secondo momento dai proprietari e dai carabinieri. «Non ci hanno portato via niente perché è arrivata subito la vigilanza – racconta il gestore – ma quello che hanno fatto è la cosa peggiore che possa capitare a un commerciante. Hanno nuovamente distrutto l'ingresso». Il negozio, infatti, reduce da altri tre tentativi di furto, aveva da circa dieci giorni sostituito la porta d'ingresso. Il furto fallito ha procurato altri danni, per un totale di circa 3 mila euro. «La scorsa volta hanno sfondato la vetrata con un'auto usata come ariete, questa volta invece si sono limitati a utilizzare un piccone e un piede di porco. Hanno sradicato completamente il lucchetto della serranda, rompendo il marmo dove c'era la chiusura in cemento armato», racconta il commerciante. La tabaccheria è dotata di telecamere interne ed esterne, i filmati che hanno registrato tutti i furti sono ora nelle mani dei carabinieri. «Non sappiamo più cosa fare, è un negozio videosorvegliato, con antifurto. Da quando sono entrati sfondando la vetrina con un'auto, il sindaco ha fatto posizionare alcuni paletti in metallo proprio davanti all'ingresso – commenta lo zio di Diego Portalupi – manca comunque la sicurezza, siamo abbandonati e qui ognuno fa quello che vuole». I carabinieri hanno sequestrato i materiali che i ladri hanno utilizzato e poi abbandonato, per rilevare possibili impronte. «Nonostante le numerose e spiacevoli visite, non pensiamo che voglia farci dispetto o che ce l'abbia con noi in particolare. Questa è gente organizzata, non si tratta di un solo individuo», dichiara il gestore. Marta Mogni