«La nostra zona è lontana ma la faglia si è spostata»

PAVIA Cosa sta succedendo? Dall'inizio dell'anno in provincia di Pavia sono state avvertite tre forti scosse prima di quelle di ieri. La prima il 27 gennaio, con magnitudo 5.4, poi il 29 febbraio, di intensità più bassa, sabato 20 maggio, nella notte la terra ha tremato ancora. Ma da giorni ci sono decine di scosse nelle zone più colpite, che ora si spostano da est verso ovest. Cosa sta succedendo? E quali sono i rischi per la provincia di Pavia? «E' un terremoto che ha stupito anche noi sismologi – spiega Claudio Eva ordinario di Fisica terrestre e docente di sismologia all'università di Genova – avvenuto in un'area che non ha avuto scosse significative dal 1400 ad oggi». Con la scossa di ieri alle 9.01 «si sono liberate energie che hanno mosso la faglia limitrofa rispetto a quella precedente – spiega il docente – da questo è scaturito un rimbalzo di energia da una faglia all'altra con una miriade di terremoti di attività significativa». Un effetto domino. «L'Italia è un Paese ancora giovane, geologicamente parlando – spiega Alberto Pavese, direttore di Trees Lab, il laboratorio per la simulazione sismica della Fondazione Eucentre di Pavia – quindi ci sono porzioni che si stanno assestando. Queste scosse sono state ben avvertite anche nella nostra zona, ma siamo lontani, il fenomeno viene sentito con notevole de-amplificazione, se le cose rimarranno così non vedo problemi». Se. Infatti Claudio Eva descrive diversi scenari possibili. «Questa migrazione lungo le fratture fa riattivare spezzoni di faglia che prima erano immobili», spiega il docente di Genova. Ci sono rischi per la zona di Pavia? «Se dobbiamo immaginare che l'attività resti tale, quindi concentrata solo su quell'area ci saranno sicuramente dei terremoti che saranno sentiti anche nel pavese ma teoricamente non ci saranno danni. Ma se teoricamente esiste questa migrazione verso occidente con la riattivazione di qualche sutura più vicina a Pavia le cose potrebbero cambiare». (ma.br.)