Le crepe fanno paura «Subito lavori urgenti»

di Marianna Bruschi wPAVIA La terra trema ancora e a meno di 200 chilometri da Pavia sotto le macerie sono morte 16 persone. Un numero destinato a crescere con i dispersi che si cercano sotto le macerie. A Pavia la scossa delle 9.01 (magnitudo 5.8 con epicentro nella provincia di Modena) ha buttato fuori dalle scuole gli studenti. Alle 12.56 e alle 13.01 di ieri ancora scosse: magnitudo 5.3 per la prima e 5.1 per la seconda. La terra trema e i tecnici di Comune e Provincia iniziano un monitoraggio che durerà diverse ore. Nelle scuole e negli edifici pubblici. Il Mezzabarba ha già pronti 60mila euro per interventi urgenti: crepe nelle scuole e nella biblioteca civica Bonetta, dove gli affreschi ora sono venati da ferite. Il Cairoli di Pavia ha dato l'ordine di evacuare, i ragazzi si sono riversati in strada. «Arrivati al punto di ritrovo davanti al Mezzabarba abbiamo deciso di non rientrare a scuola», spiega il preside Claudio Tanzi. Sono usciti (e poi rientrati) anche gli studenti della media Casorati e della Leonardo, del liceo Foscolo, del Bordoni dove al terzo piano i ragazzi e gli insegnanti hanno sentito la scossa molto forte: «Abbiamo fatto un sopralluogo e non ci sembra ci siano danni – spiega il preside Oler Grandi – ma abbiamo comunque chiamato la Provincia». Che ha la competenza per gli edifici scolastici delle superiori. «Dai controlli effettuati non ci risultano danni», spiega l'assessore provinciale Maurizio Visponetti. Camminando per strada c'è chi ha guardato in alto verso le torri. Chi con apprensione ha pensato al Duomo. Nel tardo pomeriggio l'assessore comunale Luigi Greco fornisce il bilancio del lavoro dei suoi tecnici: un elenco che parla di preoccupazione, ma non di rischi imminenti. Una risposta a chi ieri è corso a scuola a portare via i figli. «Stiamo predisponendo 60mila euro per interventi urgenti – spiega l'assessore Greco – i tecnici non hanno ravvisato situazioni di pericolo imminente di crollo, ma vogliamo intervenire al più presto per sanare alcune situazioni che potrebbero peggiorare con nuove scosse». Scuole, soprattutto. Tanto che oggi pomeriggio ci sarà un incontro operativo con i Lavori pubblici e i presidi interessati dai lavori per definire un piano di intervento il più rapido possibile, senza dover aspettare la fine delle lezioni il 9 giugno. Gli interventi, dunque. Nella sede dell'Apolf in via San Giovanni Bosco gli studenti hanno aspettato un po' nel cortile dell'istituto professionale prima di rientrare: hanno visto fessure nel pavimento e volevano certezze. Crepe non nuove, ma la soletta del pavimento si è leggermente e questo richiede un intervento del Comune. Poi l'elementare Ada Negri dove si è dilatato un giunto esterno e si dovrà chiudere una fessura. «Alla media Casorati di via Teodorico posizioneremo delle piastrine per controllare vecchie e nuove crepe – spiega Greco – siamo intervenuti in una volta vicino alla palestra, è caduto qualche calcinaccio». Anche alla scuola elementare Gabelli, in Borgo, il pavimento si è leggermente sollevato. Non solo scuole. Alla biblioteca Bonetta dopo la prima scossa i dipendenti hanno iniziato a guardarsi attorno. In un saletta affrescata dove ci sono gli uffici si è formata una lunga crepa che tagli l'intonaco e i colori accesi della volta, e un'altra crea un solco sopra la porta. Dalle finestre dell'ultimo piano si vede - guardando nel cortile interno - anche una grossa crepa lungo una finestra. Oggi i tecnici del Comune metteranno anche qui delle piastrine per monitorare eventuali dilatazioni delle crepe. «Dopo le richieste di alcuni direttori scolastici abbiamo deciso di fare verifiche statiche su alcune scuole», spiega Greco. Sono la Gabelli, la Maestri, poi Canna, Sante Zennaro e Leonardo da Vinci. Nell'ufficio tecnico del'università è arrivata la segnalazione di alcuni calcinacci caduti da un laboratorio di microbiologia in via Taramelli. Nella tarda mattinata di ieri si è staccata una lastra di marmo nella palazzina che ospita il poliambulatorio davanti al Policlinico San Matteo. I vigili del fuoco hanno controllato il cornicione per verificare la possibilità di altri crolli. Ai pompieri sono arrivate decine di telefonate, da tutta la provincia, soprattutto di persone spaventate. Chiedono cosa succederà domani, se ci sarà ancora il terremoto, se sono sicuri nelle loro case. E dare risposte non è più così facile. su Twitter @MariannaBruschi