Famiglia sfrattata, arriva l'aiuto
CORTEOLONA Erano finiti in mezzo a una strada, con due bambini piccoli, per un debito con l'Aler di 5mila euro. Ma alla fine ha vinto la solidarietà. A tendere la mano a Sabrina Brambilla, 43 anni, e a Guido Caci, 47 anni, è arrivato un contributo economico di mille euro, da parte di un impiegato di banca, che ha chiesto l'anonimato. Un contributo che ha convinto l'Aler a concedere più tempo alla famiglia. Il giudice Nicoletta Tornese, sulla base di questa disponibilità dell'ente che gestisce le case popolari, ha rinviato l'udienza di sfratto a settembre. «Sono stato contattato da questo benefattore, che mi chiedeva se era possibile aiutare questa famiglia – spiega l'avvocato Rosario Tripodi, che rappresenta la famiglia nella causa in Tribunale –. Un gesto di grande valore e generosità, che aiuta questi genitori a prendere fiato». Il contributo non risolve del tutto il problema, ma la famiglia avrà più tempo per ripianare il debito contratto con l'Aler. Un debito che era bastato a mettere in discussione la presenza di un tetto sulla testa dei genitori e di due bambini, di 13 e 9 anni. Il più piccolo, peraltro, soffre di una grave patologia agli occhi e avrebbe bisogno di cure. «E mio marito, per problemi di salute, è costretto a dormire con una macchinetta salvavita – racconta Sabrina Brambilla –. Non possiamo permetterci che la corrente elettrica venga tagliata». La donna aveva chiesto l'aiuto al Comune, a cui sono già affidati i due bambini, seguiti dai Servizi sociali. Il sindaco, però, aveva spiegato di non avere le risorse sufficienti per dare un alloggio alternativo alla famiglia. Tanto che l'avvocato Tripodi si era visto costretto a rivolgersi al prefetto, da cui aveva ricevuto la garanzia di un interessamento. Nel frattempo, però, la causa di sfratto è andata avanti. Fino allo stop dell'altro ieri. Quando è arrivato il contributo e la famiglia ha potuto tirare un sospiro di sollievo. (m. fio.)