Tutto è iniziato con il sonnifero dato ai compagni da un portiere

E' passato un anno. Era il 1° giugno 2011 quando deflagrò l'inchiesta sul calcio scommesse. Partita da Marco Paoloni, portiere della Cremonese prima e poi del Benevento, che aveva messo il sonnifero nell'acqua di quattro compagni per farli giocare male e perdere una partita, l'inchiesta arrivò subito a nomi di primo piano del presente e del recente passato: Cristiano Doni, capitano dell'Atalanta, Giuseppe Signori, a lungo bandiera della Lazio e del Bologna (e finito a giocare, guarda un po', in Ungheria, il paese da cui vengono molti personaggi dell'inchiesta svelata ieri). E poi Mauro Bressan, Vincenzo Sommese, giocatore ascolano, Stefano Bettarini, uno dei belli del calcio. Il 19 dicembre quella stessa inchiesta della magistratura di Cremona, ha un'accelerazione. Per Doni e Signori scattano le misure cautelari, Doni prova anche a fuggire all'estero. Dapprima nega tutto, poi si apre e rivela, ammette. Un primo processo sportivo si era già tenuto qualche mese prima e aveva visto scattare squalifiche, penalizzazioni e retrocessioni. Nella seconda fase dell'inchiesta finiscono nel mirino degli inquirenti altre partite, anche della stagione appena conclusa, ma anche match del campionato 2009-2010. E siamo a febbraio di quest'anno. Il 4 viene arrestato il portiere del Piacenza Mario Cassano, mentre poco più di un mese fa, il 2 aprile, le manette scattano per Andrea Masiello, ex difensore del Bari ora all'Atalanta. A ordinarne l'arresto è la procura di Bari che sta indagando su un filone parallelo. Giovedì inizia il maxiprocesso sportivo per la seconda tranche dell'inchiesta, quella di dicembre. Da ieri si sa che non sarà l'ultimo.