Sportello mamma, boom da crisi

di Simona Bombonato wBRONI Richieste di aiuto «centuplicate», dicono le realtà che si occupano di dare una mano ai poveri. Tali e tante «da far sempre più fatica a soddisfarle. La situazione è drammatica». E così lo Sportello mamma, dopo aver speso 400 euro in un solo mese in contributi per farmaci, ha deciso di pagare solo le medicine dei bambini. «A malincuore, ma o così o non riusciamo più a stare dietro alle richieste, almeno 70 tutti i mesi», racconta la responsabile Alessandra Uboldi. Non è diversa la situazione alla Caritas di Broni. Qui, nelle sede dietro la basilica che da inizio anno ha anche attivato lo sportello ascolto per orientare nella ricerca di un lavoro, si sta pensando di prendere contatti con le case di riposo e gli ospedali. L'idea è di farsi consegnare i pasti avanzati (le confezioni destinate ad essere buttate, nemmeno aperte dai pazienti) per darli ai poveri. Progetto che potrà partire solo dopo l'autorizzazione dell'Asl «sul quale stiamo facendo un ragionamento – spiegano i volontari – perchè il banco alimentari di Novi fornisce l'essenziale, e meno male che c'è. Ci sono situazioni però per cui non basta la pasta e il sugo al pomodoro: provvediamo noi se per problemi di salute vanno seguite diete particolari. Le domande sono cresciute a dismisura. Un ordine di grandezza? Se tre mesi fa erano dieci adesso sono 50». Allo Sportello mamma, associazione nata nel 2005 che conta oggi 17 soci, i volontari seguono le famiglie che non riescono a farsi carico di bollette e i buoni mensa. Si va dall'acquisto dei pannoloni al latte in polvere, passando per i farmaci appunto. Aiuti che lo Sportello riconosce mettendoci del proprio e raccogliendo fondi. «Ho mandato 400 lettere a famiglie che francamente non credo abbiano problemi economici – riprende Uboldi – Mi hanno risposto in 12». E allora venerdì 15 giugno lo Sportello organizzerà al bar Eclipse (via Emilia) l'aperitivo a contributo fisso (15 euro) per sostenere le famiglie con le difficoltà più pesanti. Come quella di una mamma operaia a 200 euro al mese, un papà disoccupato e una bimba di 7 mesi che ha avuto gravi problemi di salute (info: sportellomamma@yahoo.it). «Bisogna darsi da fare perchè non riusciamo più a dare da mangiare a tutti», ripetono anche dalla Caritas di Broni, dove oltre borse della spesa si provvede ai farmaci, alle bollette e agli affitti nei casi più drammatici. Intanto il Comune fa sapere che nonostante la Regione abbia tagliato del 75% i fondi per i voucher sociali previsti sui Piani di zona, «non verrà meno nessun servizio: la Provincia ha arginato in parte stanziando risorse proprie, noi metteremo il resto». Le casse comunali, che tra l'altro fanno i conti con tagli statali pari a 900mila euro, finanzieranno inoltre i servizi per gli autosufficienti azzerati dalla Regione.