«Difficile processare i potenti»
PAVIA Sono venuti in 350 per ascoltare Antonio Ingroia: il magistrato antimafia è venuto ieri a Pavia, a vent'anni di distanza dalle stragi di Capaci e via D'Amelio. «Gli anniversari sono importanti – ha detto il procuratore di Palermo in piazza delle Torri – ma mi auguro che non finisca tutto con le celebrazioni». Il magistrato palermitano, invitato a Pavia dal Coordinamento per il diritto allo Studio Udu e dall'Osservatorio antimafie Pavia, ha raccontato la sua vita di magistrato scomodo. Ingroia ha ricordato quando portava il figlio a scuola, e le maestre gli chiedevano di non farlo più. Il pm ha raccontato anche di quando i commercianti di Palermo protestavano contro il divieto di sosta nella via dove abitava – perché i loro affari erano più importanti della vita del magistrato. Ingroia è partito dagli esempi di Falcone e Borsellino, di cui quest'anno si celebrano i vent'anni della morte, per parlare della lotta alla mafia oggi. «Molti veleni contro Falcone sono nati proprio dentro il palazzo di giustizia di Palermo», ha detto il magistrato. Ingroia ha parlato per quasi due ore davanti a un pubblico di 350 persone che ha affollato piazza Leonardo da Vinci soto le Torri. In prima fila l'ex ministro Virginio Rognoni, autore nel 1982 della legge che ha introdotto il reato di associazione mafiosa e il sequestro dei beni alla criminalità organizzata. Imponente l'apparato di sicurezza che teneva sotto controllo la piazza vicino all'Università. «In Italia la criminalità organizzata si è combattuta soltanto quando diventava troppo pericolosa – ha detto il magistrato palermitano –. Ma dopo la reazione, si è recuperata quella convivenza pacifica con la mafia, e l'accettazione della criminalità organizzata come qualcosa di ineliminabile». A Pavia il magistrato palermitano, che è stato spesso al centro delle polemiche per le sue affermazioni, ha parlato per oltre due ore. «Ai magistrati viene data una delega a tempo – ha aggiunto Ingroia – e quando la mafia ritorna a essere un cane fedele, questa delega viene tolta». Il pm è venuto a Pavia anche per presentare il suo ultimo libro "Palermo: gli splendori e le miserie, l'eroismo e la viltà", di cui ha parlato insieme al giornalista dell'Unità Saverio Lodato e a Jole Garuti, responsabile del Centro studi Omicron. «Io non ho il vincolo di riservatezza di Ingroia, non sono un magistrato – ha detto Lodato – e quindi posso dire che nel Senato italiano siedono sei politici siciliani indagati per mafia o per reati di stampo mafioso». su Twitter @GabrieleConta