Intossicati dal diserbante, analisi Arpa senza colpevoli

RONCARO Analisi concluse sui campioni di terreno trattati con il Geort50, il diserbante che aveva causato nausea, mal di testa, bruciori e arrossamenti agli occhi a una cinquantina di persone, venti delle quali finite in ospedale. I risultati arriveranno in Comune la settimana prossima, ma dalle anticipazioni fornite dall'Arpa di Milano, che ha analizzato i campioni di terreno trattato con il pesticida, risulta che il principio attivo, il Metilsotiocianato (MITC) è stato riscontrato nel preparato utilizzato per il trattamento del campo agricolo, ma non nei tre campioni di terreno prelevati a diverse profondità. Indagini però che sono di tipo qualitativo e non quantitativo, in quanto «il laboratorio non dispone di standard di riferimento idonei per effettuare la quantificazione del principio attivo nei campioni utilizzati», precisano dal dipartimento milanese. Il sindaco, Piermario Bianchi, attende l'esito ufficiale delle analisi e anticipa: «Stiamo aspettando da Arpa e Asl tutta la documentazione che leggeremo con l'aiuto di un esperto». I tecnici dell'Agenzia regionale per l'ambiente di Pavia avevano effettuato i prelievi inviati poi a Milano. «E' possibile – spiegano dall'Arpa – che le condizioni meteo e il tempo intercorso tra trattamento e prelievo abbiano permesso una significativa volatizzazione del principio attivo, riducendone la presenza al di sotto dei livelli di rilevabilità strumentali». Insomma non sono chiarite le cause che hanno determinato quella "intossicazione" collettiva che aveva preoccupato gli abitanti di questo tranquillo centro agricolo. Sull'episodio Arpa e Asl avevano avviato gli accertamenti necessari per verificare eventuali responsabilità o errori nella preparazione o somministrazione del prodotto. I cittadini restano senza risposte. Qualcuno fa sapere che ha già preparato tutta la documentazione per chiedere un risarcimento. Il Geort50 è un prodotto liquido, fumigante, cioè vaporizza. Il trattore, con l'erpice, traccia solchi nel terreno dove, attraverso iniettori, viene distribuito il diserbante, poi interrato. E qui gassifica. L'agricoltore esegue la rullatura per compattare il terreno ed evitare che il gas fuoriesca. Quanto si è verificato a Roncaro, secondo gli agronomi, potrebbe dipendere dalle temperature elevate che hanno comportato una gassificazione troppo rapida e quindi la sua diffusione nell'aria. Stefania Prato