Quattro Regioni, Musti domina

di Stefano Romano wPAVIA Non fate arrabbiare le "vecchiette": perfino i mezzi di ultima generazione, se non fossero farciti di elettronica, faticherebbero a tenere a bada le Porsche, le Ferrari, le Talbot che ieri si sono sfidate sugli 80 chilometri di prove speciali del Quattro Regioni. Matteo Musti su Porsche 911 regola Luigi "Luky" Battistolli su Ferrari 308 e vince il rally storico finalmente tornato ad essere competitivo (le prove cronometrate mancavano dal 1986) e che l'anno prossimo punta a diventare prova ufficiale del campionato italiano storico. A Rocca Susella, prova speciale classica diventata famosa nei 16 anni tra il 1971 e il 1986 quando il Quattro Regioni era uno dei rally più importanti d'Italia, il fascino della corsa nuda e cruda si mescola a quello delle vecchie glorie in gara. «Oggi a Genova si correva il rally della Lanterna ma abbiamo preferito venire qui – racconta Cristian Rolandi, arrivato da Rivanazzano sul prato del tornante per Sanguignano un'ora prima del passaggio dell'apripista –. E' una gara vera, finalmente. E veder correre certi gioielli non ha prezzo». Ma non sarà che un rally corso in casa ha più fascino di un'altra corsa? «Io arrivo da Torino apposta per il Quattro Regioni – smentisce un pilota con parecchi capelli grigi che questa volta si limita a guardare –. Ho corso questa gara e quando ho letto che era tornata mi sono messo in macchina per esserci». Arrivano da Rivanazzano, invece, Thomas Rolandi e Mauro Massa: «Abbiamo fatto in tempo a vedere Biasion vincere su queste strade nel 1981 – raccontano –. Far tornare il Quattro Regioni è stato un regalo per tanti». Anche per chi vede una macchina da corsa per la prima volta come Luca, 7 anni, e Simone 4 anni. «Non è la prima volta : sorride papà Davide Albertocchi – hanno già la passione». Passione ereditata? «Ho visto il primo Quattro Regioni nel 1978, mi aveva portato mio papà». E papà Luciano, mezzo metro distante, conferma: tre generazioni sulla stessa prova speciale. Sui tornanti di Rocca Susella accelerano piloti che hanno fatto la storia dei rally. Due nomi per tutti a rischio di scontentare molti: con il numero 1 la Ferrari 308 di "Luky", Luigi Battistolli; con la Talbot Sunbeam Lotus numero 2 Federico Ormezzano che il Quattro Regioni lo ha vinto nel 1986, l'ultima edizione, prima di quella che si è chiusa ieri sera, ad essere competitiva. La Porsche 911 con il numero 3 è invece di un pilota in carriera: Matteo Musti, che nella prima prova speciale su strada, a Castellaro, rifila 25 secondi a un mostro sacro come Luky. Ma anche Matteo Musti ha un legame più vecchio dei suoi anni di pilota con questa corsa: nel 1986 suo padre Filippo era stato in testa alla gara quasi fino alla fine prima di uscire di strada e consegnare la vittoria ad Ormezzano. Nomi e storie che molte tra le migliaia di persone scaglionate sui tornanti delle sette prove speciali del sabato conoscono. Molti, ma non la maggioranza. Basta guardare le targhe delle auto incolonnate sui tornanti che portano a Sanguigano per rendersi conto che il Quattro Regioni ha attirato appassionati da tutta italia. La gara è competitiva, e rispetto all'edizione 2011 quando il Quattro Regioni è resuscitato con la formula dell'amarcord l'appeal è cresciuto esponenzialmente. «Abbiamo vinto la prima sfida e adesso ne mettiamo in campo un'altra – spiega l'organizzarore, Rudy Dalpozzo –. Nel 2013 il Quattro Regioni tornerà ad essere una prova del tricolore».