Venduto l'Eurospar Avrà marchio Unes con prodotti low cost

di Maria Grazia Piccaluga w PAVIA Il supermercato di via Fratelli Cervi, a Pavia Ovest, cambia pelle. Sparirà il marchio Eurospar e al suo posto arriverà Unes, un punto vendita low cost. Quale sia il suo target è stato chiarito di recente dall'amministratore delegato Mario Gasbarrini: «E' il ceto medio, quel consumatore che ha perso potere d'acquisto, ha necessità di risparmiare ma non riesce a riconoscersi come nuovo povero o poco abbiente. Tutti stanno puntando sui discount. Noi abbiamo creato il marchio U2, un supermercato low cost». Il passaggio di consegne, che riguarderà anche il punto vendita di Landriano, avverrà a breve. Due anni tribolati, gli ultimi vissuti da Eurospar a Pavia. Prima l'incendio, nel febbraio 2011, che ha devastato i locali. Ora la cessione da parte del gruppo Sadas Despar a un'altra catena, quella del low cost da non assimilare al discount già molto diffusa nel milanese. Mercoledì 30 i sindacati Cgil, Cisl e Uil incontreranno le due aziende per formalizzare l'accordo sul personale: i dipendenti saranno assorbiti da Unes. «Con le stesse condizioni contrattuali» precisa Gildo Comerci della Cisl. Il personale è salvo. Ma i prodotti sullo scaffale potrebbero cambiare. «Conosco Unes, ha punti vendita anche a Stradella e Varzi – dice Enzo –. Quasi tutti i prodotti hanno etichetta unica, monomarca. Ma di sicuro si spenderà meno». Angela, che carica la spesa in auto insieme alla figlia, ne è contenta. «Vengo da Despar solo quando fa le offerte – spiega –. Altrimenti preferisco i discount che hanno comunque prodotti buoni e dove compro mezzo chilo di pasta a 0.39 centesimi. Quindi ben venga il risparmio ». «Non mi importa chi lo gestirà – dice Domenico, pensionato che abita nel quartiere – la cosa importante è che nella zona rimanga un supermercato. Perché altrimenti qui non c'è più niente. La pizzeria ha chiuso, manca un bar. Eppure sono state costruite nuove case». Non solo: Eurospar raccoglie utenza dai comuni dell'alto Pavese, da Bereguardo, Trivolzio Marcignago. La necessità di mantenere un riferimento per il quartiere dalle due anime – gli anziani che vivono soprattutto nei palazzoni di edilizia popolare e i giovani che hanno acquistato le villette a schiera sorte come funghi - era stata avvertita anche dal Comune proprio in occasione dell'incendio. Tanto che l'assessore al commercio Sandro Bruni aveva anche proposto l'allestimento di un mercato zonale per rivitalizzare il quartiere e offrire un servizio in più ai residenti durante la chiusura temporanea del supermercato per i lavori di ristrutturazione.