Senza Titolo

di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Senza residenza si è invisibili. Non si trova lavoro, non si può avere assistenza sanitaria, non si può votare. Gli "Avvocati di strada", associazione nata a Bologna 11 anni fa, difende i diritti degli esclusi. «Ed è facile diventarlo – dice Antonio Mumolo, giuslavorista e fondatore dell'associazione che oggi arruola 700 professionisti in tutta Italia –. Basta perdere il lavoro per trovarsi sulla strada. Ci sono i senza tetto ma anche gli imprenditori falliti, i padri separati, gli sfrattati, i pensionati. Persone che hanno dei diritti, spesso calpestati. Ci siamo accorti con l'esperienza che il welfare, l'assistente sociale o la onlus a volte non bastano a risolvere un problema: serve un avvocato». Ieri a Pavia ha aperto lo sportello numero 28 di "Avvocati di strada" che offre assistenza legale gratuita alle persone senza dimora. Per ora aprirà ogni venerdì, dalle 15 alle 17, all'interno del centro di ascolto della Caritas in via XX Settembre. Sono dieci i professionisti impegnati in questa nuova avventura: tra loro ci sono avvocati, praticanti legali e volontari. «Speriamo si aggreghino altri colleghi – dice Manila Filella, che tiene le fila del gruppo –. Il nostro intervento vuole ridare dignità ai senzatetto, agli invisibili o agli extracomunitari che vivono ai margini. E credo restituisca dignità anche alla nostra categoria». «Non possiamo contrabbandare i diritti delle persone come gesti di carità – dice don Dario Crotti, direttore della Caritas diocesana –. L'aiuto a chi è in difficoltà non può essere relegato al volontariato, come un cerotto che si mette a una persona». Servono anche altre competenze. E l'associazione in tutta Italia le ha messe in campo seguendo in media ogni anno oltre 2mila casi. Nel 2011 le pratiche trattate sono state 2360 (1191 di diritto amministrativo, 356 di penale e 813 di diritto civile). Gli uomini che chiedono l'assistenza sono il doppio delle donne. E la metà sono italiani.