Garlasco, sta male mentre telefona Salvata dall'amica
di Gabriele Conta wGARLASCO A dare l'allarme è stata l'amica con cui era al telefono, e che ha chiamato i soccorsi prima che fosse troppo tardi. Malore per una badante di origine ucraina, soccorsa ieri mattina dai vigili del fuoco di Garlasco. La donna si è sentita male in un'abitazione di corso Cavour, dove si trovava insieme all'anziana di cui si occupa. I pompieri erano pronti a forzare la finestra, visto che dall'interno dell'appartamento non arrivava nessuna risposta. Il fatto è successo ieri mattina intorno alle otto. O.M., badante 61enne di origine ucraina, era al telefono con un'amica, anche lei straniera. All'improvviso O.M. ha detto che non si sentiva bene. Poi è caduta la linea. Non avendo ricevuto più risposte, l'amica della donna si è precipitata in corso Cavour, suonando più volte il campanello. Ma anche qui non ha ricevuto risposta. La donna ha chiesto così aiuto ai vicini di casa dell'anziana, che hanno immediatamente dato l'allarme chiamando le ambulanze della Croce garlaschese. Sul posto è arrivato anche un agente di polizia locale, che si trovava nelle vicinanze con il "Pedibus" mattutino, che accompagna gli alunni alle scuole elementari. La porta di casa però era chiusa a chiave, e così sono dovuti intervenire anche i vigili del fuoco. Intanto dall'interno dell'appartamento ancora nessuna risposta. I pompieri erano pronti ad entrare in casa passando da una finestra. Ma nel frattempo è arrivata sul posto una parente dell'anziana, che ha aperto la porta di casa. I pompieri si sono così limitati ad aiutare i volontari della Croce garlaschese a trasportare giù la badante, che ancora non si riusciva a svegliare. La donna ucraina è stata trasportata dall'ambulanza del 118 all'ospedale di Vigevano: in casa è stata ritrovata una scatola di medicinali vuota. L'anziana padrona di casa intanto non si è accorta di nulla, perché stava dormendo nella sua stanza. Le condizioni della badante sembrano essersi stabilizzate durante la mattinata. (ha collaborato Maria Pia Beltran)