Arrestato il maggiordomo del Papa
di Fiammetta Cupellaro wROMA La stagione dei veleni in Vaticano sembra non avere fine. Mentre ancora ci si chiede quali siano i motivi che hanno portato all'allontanamento di Ettore Gotti Tedeschi dalla presidenza dello Ior, è stato arrestato l'«aiutante di camera» della famiglia pontificia, il maggiordomo di Benedetto XVI. Nel suo appartamento, da cui si vede la cupola di San Pietro, gli uomini della Gendarmeria vaticana, su ordine del promotore di giustizia Nicola Picardi, avrebbero trovato le fotocopie di decine di documenti riservati che provengono direttamente dalle stanze del papa. Secondo i magistrati che stanno indagando su una colossale fuga di notizie, il «corvo» sarebbe dunque Paolo Gabriele. Sposato e padre di tre figli, figura insospettabile che aveva accesso nelle stanze più riservate della Santa Sede, sarebbe invece l'autore della Vatinleaks. La «fonte» che avrebbe passato le «carte» al giornalista Gianluigi Nuzzi, quelle finite nel libro intitolato «Sua Santità» uscito una settimana fa. «Addolorato e colpito» si è detto Benedetto XVI alla notizia dell'arresto dell'aiutante di camera aggiungendo come «si tratti di vicende dolorose». Il comandante della Gendarmieria, Domenico Giani e i suoi uomini avrebbero fermato il maggiordomo del papa nel pomeriggio di giovedì e iniziato subito dopo la perquisizione del suo appartamento. Non si conosce esattamente quali siano i documenti sequestrati, ma secondo alcune indiscrezioni da quelle stanze sarebbero emerse fotocopie dei report top-secret indirizzati a Benedetto XVI e al segretario particolare Georg Ganswein finiti invece nel libro e che trattano i temi più scottanti di questi anni. Dal caso Boffo, l'ex direttore dell'Avvenire colpito professionalmente da un falso documento su un procedimento per molestie a suo carico, ad Emanuela Orlandi la figlia di un dipendente del Vaticano sparita nel 1983. E ancora. Tra i dossier rivelati a Nuzzi dalla «gola profonda» vaticana ci sarebbero rapporti riservati di quello che fino a venerdì era il presidente dello Ior, Gotti Tedeschi, ma anche le carte sul caso Ruby e Berlusconi. Lettere che contengono pressioni fatte da alti prelati ai politici allo scopo di sostenere la posizioni della chiesa su temi bioetici e sull'Ici, fino a toccare lo scandalo del San Raffaele. I sospetti che il «corvo» di Nuzzi fosse il maggiordomo del papa, erano stati raccolti dalla commissione cardinalizia che indaga sulla fuga di notizie. Ma l'arresto di Gabriele che lavora nell'appartamento pontificio dal 2006 invece di fugare le ombre su quanto sta avvenendo in Vaticano, ha alimentato altri veleni. In molti si domandano se si tratta davvero del «corvo» oppure se è solo un «capro espiatorio». L'indagine è tutt'altro che conclusa. Gabriele che ha trascorso la sua seconda notte nella camera di sicurezza della Gendarmeria, verrà interrogato per chiarire se abbia agito da solo oppure se aveva complici. «Sono sconvolto. Conosco Paolo e sono convinto che sia incapace di fare ciò per cui viene accusato» è il commento di Dino Boffo che nella sua nuova veste di direttore della tv della Cei ha dato la notizia dell'arresto di Paolo Gabriele, ma «come una vicenda dai molti punti interrogativi». Al centro di tutto, rimangono comunque il libro-scandalo di Nuzzi e i report sui segreti del Vaticano trafugati o fotocopiati. «Penso che se queste carte diventeranno pubbliche, l'azione di riforma avviata da Ratzinger avrà la sua inevitabile accelerazione. La conoscenza determina il cambiamento». Così la fonte del giornalista ha spiegato il motivo che l'ha portato a passargli i documenti. Al momento, però, restano solo segreti e veleni. ©RIPRODUZIONE RISERVATA