Ior, silenzio per «non turbare sua Santità»

CITTA' DEL VATICANO «Sono dibattuto tra l'ansia di spiegare la verità e il non voler turbare il Santo Padre». Enrico Gotti Tedeschi il giorno dopo la rimozione da presidente dello Ior, la banca vaticana, è combattutto. «Non voglio dire nulla per ora - aggiunge - perché sono ancora dibattuto tra l'ansia di spiegare la verità e non voler turbare il Santo Padre con dette spiegazioni. Il mio amore per il Papa oggi prevale su ogni altro sentimento, persino di difesa della mia reputazione che vilmente viene messa in discussione». La «trasparenza» in questa vicenda è un valore su cui «dobbiamo convenire, e tutti gli attori in gioco ai vari livelli vogliono questo e perseguono questo». Lo ha detto il cardinale Angelo Bagnasco interpellato sulla rimozione dal vertice dello Ior di Ettore Gotti Tedeschi. «Ho appreso la notizia stamattina dai giornali - ha detto ieri Bagnasco - e non posso andare oltre, non conosco gli elementi fondamentali». Trasparenza qui ha un doppio significato. È passato soltanto un anno da quando sono entrate in vigore le nuove norme per la gestione dello Ior, migliorando il suo adeguamento a tutta una serie di raccomandazioni della International Financial Action Task Force (cioè del Gafi, Gruppo di azione finanziaria internazionale). Si inserisce in questo processo in corso la traumatica uscita dalla banca vaticana del suo presidente Ettore Gotti Tedeschi, sfiduciato e fortemente criticato dai membri del Consiglio di Svrintendenza, l'organo al quale è affidata la responsabilità di verificare la gestione e dare indirizzi. Sembra improbabile che il professor Gotti Tedeschi stia pagando oggi l'eccessiva apertura verso la stampa e ipotetiche scorrettezze in questo ambito: il tema è piuttosto quello della coesistenza all'interno di una «monarchia assoluta», quale è la Santa Sede, di poteri contrapposti che dovrebbero bilanciarsi tra di loro, come avviene invece nelle democrazie, che si basano appunto sulla divisione dei poteri. E così all'origine della crisi potrebbero esserci valutazioni diverse riguardo ai compiti dell'Autorità di Informazione Finanziaria, nata su modelli difficilmente importabili Oltretevere, e per questo in gennaio aveva subito un ridimensionamento. Tutto questo per inserire il Vaticano tra i Paesi affidabili.