Emma, addio in lacrime Comincia l'era Squinzi

di Fiammetta Cupellaro wROMA Giorgio Squinzi, 68 anni, è da ieri il nuovo presidente di Confindustria. Con un consenso al 94% che ha cancellato il clima dello scontro testa a testa dello scorso marzo con Alberto Bombassei, l'«uomo del nord» ha iniziato il suo mandato in viale dell'Astronomia. «Vogliamo che Confindustria sia il vero propulsore della crescita del paese» ha detto il nuovo leader degli industriali nel suo discorso inaugurale all'assemblea in cui ha mandato un ringraziamento al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. «L'Italia ha bisogno di lui e di altri come lui». Ma ieri è stato anche il giorno del saluto di Emma Marcegaglia che ha lasciato Confindustria dopo quattro anni di presidenza. Sul palco davanti a 1.300 imprenditori si è commossa quando ha ricevuto un mazzo di fiori dalla sua bambina di nove anni, Gaia, con la platea in piedi. La squadra che affiancherà il neo presidente Giorgio Squinzi è già pronta dalla metà di aprile. Forte la delega per Aurelio Regina, con una inedita vicepresidenza per lo «Sviluppo Economico» che riflette l'ampiezze delle competenze assunte dal super ministro Corrado Passera nel governo Monti. Quindi tutto il fronte della crescita ed energia, liberalizzazioni, credito e probabilmente il dossier infrastrutture. Nel team anche l'amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti. Squinzi, il mese scorso ha anche annunciato l'istituzione di cinque comitati tecnici: Fisco con Andrea Bolla; Internazionalizzazione con Paolo Zegna; Sicurezza con Salomone Gattegno; Ambiente con Edoardo Garrone; tutela del Made in Italy con Lisa Ferrarini. Squinzi, che ha fondato con il padre la Mapel, leader nella produzione di adesivi e prodotti chimici per l'edilizia, si presenta come l'uomo «della continuità nel cambiamento». Partendo dalla considerazione che la crisi ha evidenziato di uscire da una finanza fine a se stessa e tornare alla piena centralità dell'industria e del manifatturiero, il presidente ha ribadito la centralità delle piccole, medie e grandi imprese e degli imprenditori. «Dobbiamo far recuperare credibilità alla contrattazione nazionale» ha detto nel suo primo intervento toccando uno dei capitoli più caldi di questi ultimi mesi, il mercato del lavoro. ©RIPRODUZIONE RISERVATA