Rapina al blindato Assolti anche in appello

BEREGUARDO La rapina da un milione di euro a un furgone portavalori, avvenuta nel 2006 al casello di Bereguardo, è ancora senza colpevoli. La difesa dei due imputati, che per quell'assalto erano finiti in carcere, ha incassato una seconda vittoria. La Corte di Appello di Milano ha confermato la sentenza di assoluzione del Tribunale di Pavia (impugnata dalla Procura di Pavia) pronunciata nei confronti di Guerino Folino, 43 anni, di Gropello Cairoli, e Antonio Pignataro, 47 anni, residente a Cetrano, in provincia di Cosenza, difesi dagli avvocati Luigi Fornari, Ermenegildo Costabile e Giampiero Berti. I due dovevano rispondere della rapina a un furgone blindato della Safe, che era stato assaltato con un trucco: i banditi, 4 o 5 persone, si travestirono da carabinieri e, con una Fiat Brava di colore blu, a cui era stata applicata la scritta carabinieri, inscenarono un finto posto di blocco al casello di Bereguardo. Le guardie giurate caddero in trappola, fermando il furgone. Il consulente della difesa, durante il processo a Pavia, aveva messo in dubbio la ricostruzione del tragitto ma anche l'effettiva fermata del blindato. Nell'assoluzione avevano avuto un peso proprio i dubbi rimasti anche dopo la perizia voluta dal giudice Erminio Rizzi. La formula dell'assoluzione è quella del secondo comma dell'articolo 530 del codice penale, che parla di prove insufficienti o contraddittorie. Dubbi che hanno spinto anche i giudici della Corte d'Appello a decidere per l'assoluzione. (m. fio.