Emilia, il governo "congela" l'Imu
di Fiammetta Cupellaro wROMA Decretato lo stato di crisi per le zone terremotate: Bologna, Ferrara, Modena e Mantova. Durerà sessanta giorni. La decisione è stata presa ieri dal Consiglio dei ministri che ha anche stanziato 50 milioni di euro per la ricostruzione. Fondi che verranno gestiti con la massima autonomia dal capo della protezione civile Franco Gabrielli. Non solo. I comuni colpiti avranno diritto ad un allentamento del patto di stabilità interno, mentre verrà rinviato il pagamento dell'Imu per le abitazioni e gli stabilimenti industriali che saranno dichiarati inagibili. E' questo il «pacchetto» di interventi economici che il governo ha messo a disposizione delle popolazioni che ieri per il terzo giorno consecutivo hanno dovuto fare i conti con uno dei più gravi terremoti avvenuti in Emilia Romagna. E ieri il presidente del consiglio Mario Monti, rientrato prima del previsto dagli Stati Uniti, è arrivato a Ferrara e Modena dove ha prima incontrato i familiari delle vittime, poi si è diretto a vedere la situazione delle sfollati nei centri organizzati dalla protezione civile. Con lui Franco Gabrielli e il presidente della regione Vasco Errani. «Sono venuto prima di tutto per portare le mie condoglianze ai parenti delle vittime di questa tragedia – ha detto Monti davanti al municipio squarciato di Sant'Agostino, il paese dove sono morti tre operai e che non ha più un centro storico - ho voluto rendermi conto personalmente dei danni che sono gravi e che riguardano anche il tessuto produttivo di questa terra così intraprendente e che dobbiamo aiutare a tornare produttiva al più presto». Al suo arrivo il premier è stato anche contestato con cori e fischi da parte di alcuni sfollati. Intanto la terra non smette di tremare. Tra Ferrara e Modena sono state registrate in tutto 34 scosse solo durante la notte tra lunedì e martedì. Una è stata avvertita anche alle 11.31 di magnitudo 3.8 pochi minuti dopo che Monti aveva lasciato la tendopoli di Finale Emilia. In totale sono 5.262 le persone evacuate, 7mila i posti letto disponibili. Chi è nelle tendopoli comunque preme che vengano fatte in tempi rapidi le verifiche di stabilità degli edifici. E per consentire di riaprire velocemente scuole e ospedali, uffici pubblici e negozi, sono in arrivo nei comuni della provincia di Modena circa 70 tecnici tra geometri, architetti e ingegneri, volontar abilitati ai controlli sismici. L'obiettivo è di tornare al più presto alla normalità. Il sisma infatti ha messo in ginocchio l'economia di una delle zone industrialmente più ricche del centro Italia. La scossa di domenica ha danneggiato fabbriche, strutture tecniche e negozi lasciando a casa quasi 13mila lavoratori. Proprio sul crollo dei capannoni, anche di recente costruzione, dopo la procura di Ferrara anche Modena ha aperto un'inchiesta. Ma il sisma non ha fatto danni solo in Emilia. Ieri dopo la segnalazione dei gondolieri, è stato chiuso il passaggio sia ai pedoni che alla navigazione del «ponte dei pittori» nei giardini alle spalle di piazza San Marco. La scossa ha allargato due grosse crepe per tutta la struttura del ponte. ©RIPRODUZIONE RISERVATA