Diecimila persone piangono Melissa
di Francesca Savino wBRINDISI Mesagne piange Melissa. E' scritto in corsivo sui cartelli che circondano piazza IV Novembre, sulle saracinesche dei negozi chiusi per i funerali di Stato di Melissa Bassi, sedici anni, uccisa da una bomba artigianale davanti alla sua scuola. Mesagne piange Melissa nei gesti delle diecimila persone strette in piazza da molto prima delle 16,30, l'ora prevista per un saluto che in questa città ferita non è il primo e non sarà l'ultimo. «Nel mondo avrete tribolazioni, ma abbiate coraggio» scandisce monsignor Rocco Talucci, vescovo di Brindisi, nella sua omelia. Intorno c'è il silenzio di una chiesa Matrice gremita e composta: la città ha già risposto all'invito a vincere la paura. Il vescovo parla lentamente e prega per «una vittima innocente di un attentato che aveva la consapevolezza di uccidere». Mentre a pochi chilometri dalla chiesa si scatena la caccia all'uomo, monsignor Talucci chiede agli omicidi di costituirsi: «Meglio una punizione della giustizia umana che rimanere in una falsa libertà». Il premier Mario Monti ascolta: è arrivato in volo dal vertice Nato. «Ho visto un grande dolore ma anche una città dei giovani, una popolazione con una voglia di reagire che mi ha impressionato», dirà andando via. Accanto a lui il presidente della Camera Fini e il governatore pugliese Nichi Vendola, poco più in là i ministri Cancellieri, Severino e Profumo e il presidente del Copasir D'Alema. Non c'è la mamma di Melissa: troppo forte il dolore, e allora il padre ha preso una foto di sua moglie che sorride vestita di bianco e l'ha portata con sé; la stringe tra le braccia per tutto il tempo, senza staccare mai gli occhi dalla bara bianca della figlia. Gli amici di Melissa l'hanno ricoperta di fiori e peluche: «Per noi il tuo banco non sarà mai vuoto» spiegano a più voci. Poche ore prima sono tornati a scuola, nell'istituto Morvillo Falcone di Brindisi, e quel banco lo hanno riempito di colori. Due, tre, quattro persone perdono i sensi: gli operatori del 118 le portano via in silenzio. «In questi giorni abbiamo sentito parlare tanti ma non abbiamo ancora parlato noi - proseguono gli studenti - Melissa, ci hanno tolto il tuo sorriso, ma noi sappiamo che non ci hai lasciato: ora resteremo uniti come questa comunità oggi». L'ultimo intervento è della famiglia Bassi, che si affida all'amico Fernando Orsini: «Nell'impossibilità di farlo personalmente, mamma Rita e papà Massimo» ringraziano uno ad uno istituzioni, amministratori, Libera e Avviso pubblico». Mesagne piange Melissa ma c'è spazio per la speranza: i suoi genitori si rivolgono ai feriti «con un pensiero speciale a Veronica Capodieci che vive ore difficili». La ragazza in ospedale migliora, la sua famiglia nei manifesti funebri si stringe a quella di Melissa: sui muri c'è il loro ricordo e quello dell'amica del cuore Selene, le parole del fidanzato Mario. «Da sabato mattina tutte le italiane e gli italiani hanno pronunciato almeno una volta il nome di Melissa» piange Orsini. Gli applausi seguono la bara che attraversa le navate e la piazza, abbracciano la famiglia e gli amici di Melissa. Sui balconi spunta più di un tricolore. Mesagne, Italia. ©RIPRODUZIONE RISERVATA