«A mio figlio disabile è vietato il centro estivo»
Sono già aperte le iscrizioni per il campus estivo 2012 organizzato dall'associazione "Il Filéremo" di Vigevano. Il centro orientamento disabili offre, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 16, in via Santa Maria 140, numerose attività tra cui: tornei a squadre, gare di canto, giochi di gruppo e tante altre sorprese. Per l'inaugurazione, prevista per le 11.30 del 24 giugno, ragazzi, genitori, volontari ed operatori sono invitati a partecipare al pranzo offerto dall'associazione. Per informazioni è possibile visitare il sito www.ilfileremo.it o telefonare ai numeri 0381.091171/090548. VIGEVANO «Voglio che mio figlio stia in mezzo ai suoi compagni». E l'appello di una mamma davanti alla scoperta che il suo bambino non potrà frequentare i centri estivi comunali. Il ragazzo, che soffre di problemi cognitivi, per i quali gli è stata riconosciuta una disabilità al 100%, frequenta la quinta elementare, seguito da insegnanti di sostegno. «A livello motorio – spiega Laura, la mamma – mio figlio è autosufficiente, quindi non capisco perché non possa stare con gli altri. Il regolamento comunale prevede che siano ammessi ragazzi dai 6 ai 12 anni, ma credo che, alcuni casi, andrebbero trattati con maggiore elasticità». La rabbia di questa mamma deriva soprattutto dalla risposta ricevuta dall'assessore ai servizi educativi, Brunella Avalle. «Oltre a far passare la mia richiesta per una pretesa – spiega – mi ha anche detto che non era in alcun modo possibile effettuare deroghe perché è giusto rispettare il regolamento e che i bambini stiano coi loro coetanei e mio figlio è troppo grande». La grande sfortuna del piccolo in questione è stata quella di nascere il 17 dicembre 1999, mentre i centri estivi sono aperti sino ai nati nel 2000. «Anche questa è una novità della nuova giunta. Con la vecchia amministrazione – sottolinea Laura – l'età massima era 14 anni. Oggi Comuni come Gambolò e Mortara mantengono questi standard, ma io non posso usufruirne essendo residente a Vigevano». «I costi dei centri privati sono molto alti – aggiunge – e, per quanto riguarda i Grest, non posso certo affidare mio figlio a dei ragazzi». «Certo, l'assessore mi ha consigliato di portarlo in centri più "adatti a lui", ma io voglio che gli sia data al possibilità di stare con qualsiasi altro bambino. Se al Comune non sta bene creino un ghetto per i ragazzi con disabilità e li chiudano tutti dentro. Qui si sottovaluta l'importanza dell'inclusione sociale dei nostri figli». «La verità – conclude – penso sia da ricercare nell'impossibilità da parte del Comune, di assumere una figura professionale per seguire i ragazzi disabili durante i centri estivi e allora si cercano i pretesti, ma io non mi do per vinta». Accanto alla famiglia, che sta pensando di intentare un'azione legale, si schiera anche Roberto Guarchi di Rifondazione Comunista. «Nei regolamenti comunali non esiste alcuna norma che possa essere richiamata per giustificare una simile scelta. Al contrario: in tutti i regolamenti del Comune relativi all'ambito educativo ed ai servizi alla persona – spiega – è prevista espressamente la possibilità che il dirigente responsabile assuma provvedimenti in deroga alle norme abitualmente in vigore». Valeria Bollini