Imprese, soffrono anche quelle in rosa

di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Aprono sartorie o decorano porcellane, guidano taxi o si mettono ai fornelli. Le donne titolari di un'impresa in provincia di Pavia nel 2011 erano 11.255. Un piccolo esercito che reagisce alla crisi, arrancando. E segna un saldo negativo di -0,1% (15 imprese che hanno chiuso i battenti). Un dato poco allineato al panorama lombardo ( positivo seppure solo dello 0,4%) e nazionale (più 0,5%). «Le donne sono molto propositive, hanno idee e anche coraggio ma dovrebbero riuscire, soprattutto sul nostro territorio, a fare rete. A mettere insieme le forze – dice Barbara Longo di Confesercenti –. Anche per dare alle donne imprenditrici una voce abbiamo messo in cantiere due iniziative: un convegno e una mostra». Il convegno, spiega Lucia Fusini responsabile del Cnif di Confesercenti, «è dedicato a Ilda Bartoloni, giornalista Rai e scrittrice scomparsa tre anni fa. Ma attiva portavoce della causa delle donne». Si svolgerà giovedì, alle 15.30, al collegio Cairoli. Mercoledì invece sarà inaugurata la mostra sulla creatività femminile con 15 espositrici (aperta fino a sabato. «Le imprese condotte dalle donne, che sono il 22,44% del totale, stanno affrontando grandi difficoltà economiche – spiegano a Confesercenti –. Esistono anche molte associazioni al femminile ma ognuna fa per sè. Bisognerebbe trovare il modo di creare un punto di riferimento comune. E la città, a misura d'uomo, offre uno scenario ideale». Un altro dato interessanteè la componente straniera del tessuto produttivo provinciale: negli ultimi 6 anni la quota è più che raddoppiata: dallo 0,9% del 2005 all'1,80% quella formata da donne straniere comunitarie 192 romene pari al 13%, cinesi, albanesi, marocchine e argentine), mentre anche quella delle extracomunitarie è cresciuta dell'1,3%.