«Una faglia lunga 40 km sotto la Pianura Padana»

di Annalisa D'Aprile wROMA Una faglia lunga 40 chilometri sepolta sotto la Pianura padana. Massimo Coco, sismologo dell'Ingv (l'Istituto nazionale di geologia e vulcanologia), spiega l'origine del terremoto di magnitudo 6 della scala Richter che l'altra notte ha fatto tremare la terra in Emilia Romagna e, soprattutto, insiste sulla necessità di fare prevenzione e di dotarsi, a livello locale, di «piani d'emergenza» e di evacuazione di cui i cittadini siano informati. Quella colpita che tipo di zona è da un punto di vista geologico? «È una zona poco sismica, caratterizzata da una sismicità moderata. Sono pochi i terremoti storici, ma ci sono sorgenti sismogeniche. La frattura è avvenuta in un piano orientato a est-ovest per spinta della placca tettonica da nord-sud. La frattura della porzione di faglia è stata preceduta da una scossa di magnitudo 4.1 della scala Richter, all'1.13 di notte, poi alle 4.02 la scossa più forte. E per tutta la giornata di ieri ci sono state altre 8 scosse di magnitudo compresa tra 4 e 5.1. Tutte le scosse delineano un'area sismica che si estende per 40 chilometri». Se si tratta di una zona di sismicità moderata, ci saranno anche dei precedenti, quali? «Il terremoto storico del 1570 ha raggiunto l'intensità dell'8° grado della scala Mercalli e si è esteso da Ferrara a 30 chilometri a est, all'incirca come quello odierno; un altro fenomeno risale al 1987, la scossa è stata di magnitudo 5.4, con epicentro nella Bassa modenese. L'ultimo nel 2011, magnitudo 4.7, epicentro vicino Rovigo con propagazione fino a 20 chilometri verso nord-est». Ci sono state scosse rilevate negli ultimi mesi o nelle ultime settimane? «No, nessuna rilevazione. Ma è tipico nelle zone a bassa sismicità. Questa zona, prima del 2003, non era classificata nella mappa delle zone a rischio, ma poi a partire dal 2004 le nuove costruzioni hanno dovuto tenerne conto. In Italia c'è bisogno di una maggiore preparazione dei cittadini: devono sapere se vivono o meno in una zona sismica e quale piano d'emergenza hanno messo a punto sindaco (e non la Protezione civile) e amministrazione locale». L'intensità di questo terremoto è stata come quella che ha colpito L'Aquila? «Come magnitudo i due terremoti sono confrontabili, ma lo scotimento è stato diverso. E la differenza è che L'Aquila e Onna erano proprio sopra la faglia, mentre in Emilia i paesi sono più estesi sulla faglia». Lo sciame sismico continuerà ancora? «C'è una sequenza sismica, è ipotizzabile che nelle settimane e nei mesi successivi ci siano un elevato numero di scosse». ©RIPRODUZIONE RISERVATA