Solidarietà e grande rabbia Tutti in piazza per Brindisi

di Anna Ghezzi wPAVIA Poche ore per convocare il presidio in solidarietà alle vittime delle bombe esplose a Brindisi ieri mattina che hanno ucciso, per dire basta alle stragi che rimangono impunite, all'omertà che favorisce le mafie. E in più di duecento hanno risposto all'appello che per tutta la giornata di ieri è rimbalzato sui social network e sui telefoni. Qualche tensione davanti al Comune, con la giunta e alcuni consiglieri schierati davanti al portone chiuso, in alto, e i manifestanti in strada dopo il corteo silenzioso che, da piazza della Vittoria, era arrivato al Mezzabarba con tanti cittadini ed esponenti dei partiti di sinistra. Prima alcuni, poi tutti gli assessori compreso il vice sindaco con la fascia tricolore hanno accolto l'invito dei manifestanti a non restare separati, a dimostrare nei fatti la vicinanza ai cittadini. In piazza della Vittoria accuse a chi con il suo silenzio, anche nelle istituzioni, favorisce lo sviluppo delle mafie, dell'economia sporca anche in provincia, e il ricordo delle inchieste sulla 'ndrangheta a Pavia è ancora fresco e fa male alla piazza che si è riunita sulla scia dell'indignazione per le bombe davanti all'istituto professionale intitolato a Francesca Morvillo Falcone, moglie del giudice antimafia ucciso il 23 maggio del 1992. C'è indignazione nelle parole di Marcello Simonetta, dei Giovani Comunisti, tra i primi a mobilitarsi per l'organizzazione del presidio di solidarietà. Poi uno studente brindisino chiede silenzio. Chiede unità. Di abbassare le bandiere. Bernardo Caldarola, segretario dell'Unione degli universitari pavese esprime tutta la rabbia e il cordoglio dei tanti fermi in piazza: «Ogni famiglia che manderà da oggi un figlio a scuola, avrà paura di non rivederlo. Nessuno ora sa chi è responsabile, mafia, terrorismo: ma è chiaro che questa strategia della tensione è la stessa "montagna di merda" di cui parlava Peppino Impastato, in un Paese in cui le stragi ci sono sempre state». Il corteo fino al Mezzabarba, la sfilata delle istituzioni. E il ringraziamento di uno degli studenti della comunità pugliese a Pavia, Gabriele Martina: «Stamattina ho sentito le lacrime di mio padre, da Brindisi. Come cittadino italiano chiedo risposte chiare. Non dobbiamo aver paura. Non ci tapperete la bocca». a.ghezzi@laprovinciapavese.it