Gropello, semaforo rosso per chi supera i 50 orari

di Gabriele Conta e Lorella Gualco wGROPELLO Alt a chi supera i limiti di velocità. A fermare gli automobilisti con il piede troppo pigiato sull'acceleratore è adesso un semaforo installato in via Marconi, in uscita dalla città (per chi viene da Pavia) sulla ex-statale, ora strada comunale. L'impianto è sistemato più o meno all'altezza dell'attraversamento verso il cimitero soprattutto per tutelare i pedoni. Se i veicoli superano il limite dei 50 chilometri orari scatta il rosso. Ma lo stop può essere attivato anche a chiamata dai pedoni che devono raggiungere la parte opposta della strada. Il semaforo è entrato in funzione l'altro giorno e ha comunque uno scopo deterrente per limitare la velocità in un tratto rettilineo dove i conducenti degli autoveicoli spesso viaggiano oltre i 50 orari. «Lo abbiamo fatto soprattutto a protezione dei pedoni che attraversano per andare al cimitero – spiegano dal comando di polizia locale – ma anche a tutela dei ciclisti perchè rientra nel progetto complessivo che ha portato alla realizzazione della pista ciclabile». Sulla strada che porta fuori Gropello, infatti, è stato da qualche mese ricavato anche il tratto riservato ai ciclisti, utilizzato da molti anziani che usano le due ruote per recarsi al cimitero. L'attenzione alla sicurezza di pedoni e ciclisti ha trovato eco a Gropello anche grazie alla mobilitazione dei familiari di Giuseppe Oliva, il ciclista 47enne travolto e ucciso da un'auto nello scorso dicembre sulla ex-statale dei Cairoli, mentre tornava a casa in sella alla sua bici. La sorella Carmen si è fatta promotrice di iniziative dedicate alla memoria del fratello, ma dirette a sensibilizzare tutta la popolazione sulla necessità di tutelare la sicurezza di chi viaggia in bicicletta o a piedi. «Ben vengano tutti i progetti che contribuiscono a migliorare la viabilità e a limitare la velocità – dice Carmen Oliva –. Ho parlato di questi problemi con il sindaco Giuseppe Chiari e ho trovato la massima disponibilità. I semafori vanno bene, ma le vere garanzie per i ciclisti sarebbero piste ciclabili senza interruzione. Invece ora, e non solo a Gropello, si vedono piste "a singhiozzo", che a un certo punto si interrompono e costringono i ciclisti a immettersi sulle strade in mezzo al traffico. Stiamo cercando di formare un gruppo per avere più voce in capitolo sul tema della sicurezza stradale, perchè i dati sugli incidenti che coinvolgono ciclisti e pedoni sono impressionanti e la bici fa parte della quotidianità: tutti la usiamo e tutti siamo a rischio».