Festa troppo rumorosa Identificate 40 persone
Pavia insicura di notte. L'ultimo episodio risale a mercoledì, serata di movida universitaria. In via Volturno un dj di 41 anni, originario dello Zimbabwe, è stato aggredito da quattro giovani magrebini ed è finito in ospedale con ferite al volto e varie contusioni. E gli aggressori non si sono fermati neppure all'arrivo dei carabinieri contro i quali hanno lanciato, nascondendosi nel vicino vicolo San Sebastiano, un cubetto di porfido. Il sasso, che ha rotto il lunotto posteriore dell'auto dei carabinieri, ha poi colpito una ragazza che era seduta su un muretto. Erano le due e mezza di notte e alla scena hanno assistito più di 50 persone presenti in centro. di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Via Fondrini, via Pecchio, via Francana: case degli anni Sessanta e palazzine nuove affacciate su un grande polmone verde che degrada fino al Ticino. Ma anche qui, a quasi 5 chilometri di distanza dal centro e dal cuore della movida, la notte non si dorme. Ieri alcuni residenti, esasperati dagli schiamazzi e dalla musica ad alto volume che provenivano da una lanca poco distante, hanno chiamato la polizia. Gli agenti della volante hanno identificato 39 giovani che disturbavano la quiete degli abitanti ormai già alle prime luci dell'alba. La polizia, intervenuta poco dopo le 7 del mattino, ha invitato una quarantina di persone ad allontanarsi. «Capita spesso nel fine settimana che alla lanca ci siano feste, raduni, musica a tutto spiano – dice una residente –. C'è un via vai di facce strane. Noi abitanti pensiamo che ci sia anche qualche giro poco rassicurante». «Spesso la musica si sente fino a notte fonda – dice un anziano residente della zona – . Ieri poi fino al mattino». Via Fondrini è una strada periferica, laterale di viale Cremona. Una manciata di case e poi i campi. Un piccolo filare di uva, un orto. E si arriva alla lanca, su una stradina da fuoripista. Una lepre attraversa la strada. Il capanno non si vede dalla lanca. Bisogna seguire ancora la strada, fare una curva. Sorge in uno spiazzo ma è chiuso a chiave. La proprietà, la famiglia Lucconi proprietaria di Cascina Francana, ha messo la serratura alle porte, inchidato pannelli alle finestre per impedire che qualcuno potesse utilizzare il capanno. «Non è la prima volta che ci segnalano la presenza di persone – spiegano a cascina Francana –. Spesso hanno fatto danni. Una volta hanno buttato le sedie dentro la lanca. Abbiamo chiuso tutto, è proprietà privata. Ma vai per coglierli sul fatto bisognerebbe andarci di notte». Il cartello che indica la proprietà privata c'era. E' stato divelto. Nello spiazzo, fuori dal capanno, ci sono ancora un piao di sedie rotte. A terra lattine vuote e qualche bottiglia. Ciò che resta del raduno di sabato notte . «Hanno suonato musica a tutto volume fino all'alba – raccontano i residenti –. Poi un gruppo di persone si è fermato qui alla fine della strada sterrata, all'imbocco di via Fondrini, a poca distanza dalle abitazioni e ha continuato a urlare». Qualcuno, dopo la notte insonne, ha chiamato il 113. Una volante della Questura ha raggiunto la zona al limitare dei campi e ha colto sul fatto una quarantina di giovani, alcuni dei quali visibilmente ubriachi. Sono stati tutti invitati ad andarsene ma prima gli agenti hanno chiesto loro i documenti e li hanno identificati senza, al momento, prendere provvedimenti.