Da mercoledì tornano gli esami
TORTONA Da diversi giorni all'ospedale di Tortona non si effettuano più l'esame del sangue del testosterone libero perché l'unico ospedale preposto a comunicare i risultati, cioè il «Santo Spirito» di Casale Monferrato ha finito le scorte di reagente già da tempo. Una situazione grave sulla quale però, il nuovo direttore generale dell'Asl, Paolo Marforio, sta già intervenendo. Sono una decina gli esami in sospeso all'ospedale di Tortona: i referti avrebbero dovuto essere consegnati circa un mese fa e il ritardo ha spazientito i pazienti, che hanno chiesto lumi agli addetti sanitari i quali hanno confermato le difficoltà e proprio per evitare di allungare la lista di attesa hanno deciso di sospendere momentaneamente i prelievi per poter effettuare questo particolare esame del sangue. La situazione non interessa solo l'ospedale di Tortona ma i 6 nosocomi della provincia, Alessandria esclusa: sono circa un'ottantina i pazienti che attendono d ricevere i referti. Si tratta di una situazione cui il direttore generale Marforio ha già messo mano. La direzione dell'Asl, infatti, conferma il problema: «Innanzi tutto – dicono all'Asl – ci scusiamo con gli utenti. Non è colpa nostra ma del fornitore che ci aveva garantito la consegna del materiale ed invece non ha tenuto fede alle promesse. Da diverso tempo lo abbiamo sollecitato, poi quando abbiamo visto che era diventato inaffidabile abbiamo cambiato fornitore, ma purtroppo le incombenze burocratiche sono tali che non è possibile farlo in brevissimo tempo e non si può nemmeno acquistare da altri perché ci sono precise clausole contrattuali. Per fortuna siamo riusciti a reperire una partita di materiale reagente per cui già venerdì sera gli addetti sanitari si sono fermati anche oltre l'orario di lavoro per effettuare esami in sospeso». A quanto pare non si tratta solo del testosterone libero ma ci sono anche altre tipologie di esami che attendono di poter essere portati a termine. Entro mercoledì la situazione dovrebbe ritornare alla normalità, almeno questo è l'auspicio di addetti ai lavori e operatori sanitari.