Uccisa con un colpo di pistola alla testa

di Anna Mangiarotti wVIGEVANO Giustiziata con un colpo di pistola alla testa. Il cadavere di una prostituta romena 25enne è stato trovato ieri, in un fosso tra via Santa Maria e via Battaglia della Sforzesca: è il quarto delitto negli ultimi 12 mesi a Vigevano. Non ci sono conferme su minacce e percosse che la ragazza avrebbe ricevuto nel recente passato, come avvertimento, forse perché voleva uscire dal "giro" su strada gestito in Lomellina soprattutto da clan albanesi. In base a questa ipotesi, sarebbe stata uccisa anche per mandare un segnale inequivocabile ad altre ragazze. O forse non ha consegnato tutto il denaro guadagnato, oppure è stata uccisa per far pagare uno sgarro commesso da altri. Ufficialmente, non si esclude neanche una rapina degenerata in un'aggressione, o il raptus di un cliente. Ieri pomeriggio mancava ancora l'ufficialità sul nome della vittima: dovrebbe essere la prostituta che da mesi lavorava abitualmente in via Schenoni, vicino al ponte sul Ticino. Dalla parte opposta della città, quindi, rispetto a dove è stata trovata. Sembra strano quindi che sia andata con un cliente così lontano dal luogo di lavoro abituale. Non è detto però – le indagini dei carabinieri sono all'inizio – che sia stata uccisa dove è stata ritrovata. La morte risalirebbe secondo i primi accertamenti a 12-15 ore prima del ritrovamento, quindi a mercoledì sera. Sulla testa della ragazza sono stati trovati due fori opposti: potrebbero indicare entrata e uscita di un unico proiettile, sparato a distanza ravvicinata. Oppure (ipotesi meno probabile) due colpi di pista comunque di grosso calibro (7,65 o 9), sparati magari da due mani diverse. Almeno con i primi sopralluoghi, sul posto non sono stati trovati bossoli. Ha scoperto il corpo il cane di uomo, che ieri verso le 11 percorreva a piedi la strada, stretta e tortuosa: parte subito dopo la rotonda dell'Esselunga e collega via Santa Maria e alla frazione Sforzesca. L'uomo non si era accorto del corpo, disteso sulla schiena nel fossato largo circa un metro e profondo altrettanto, con pochi centimetri d'acqua sul fondo. La ragazza indossava calzoncini di jeans e una canotta nera, scarpe chiare con i tacchi molto alti, aveva i capelli scuri raccolti. Non sarebbero stati trovati la borsa con documenti e denaro, né il telefonino. Quello scoperto ieri è appunto il quarto delitto nell'arco di un anno a Vigevano, il terzo dall'inizio del 2012. Come gli altri tre – nati da regolamenti di conti fra albanesi per la gestione di prostitute o spaccio di droga – anche l'omicidio scoperto ieri potrebbe essere maturato nello stesso ambiente. E si valutano collegamenti con gli altri delitti.