Bramantino a Milano, capolavori in mostra

MILANO Che i dipinti e i disegni di Bartolomeo Suardi, detto il Bramantino, genio numero uno dell'arte lombarda del Rinascimento, si dovessero riunire al Castello Sforzesco era fuori di dubbio: tra le mura inespugnabili della Rocchetta, nella Sala del Tesoro, l'artista ha dipinto infatti per Ludovico il Moro il gigantesco murale con Argo, il mitico guardiano costretto a vegliare le ricchezze del tesoro sforzesco. Questo affresco, uno dei capolavori dell'arte europea intorno al 1490, è naturalmente inamovibile: si trova infatti in una sala della Biblioteca Trivulziana. Proprio sotto l'Argo si è pensato di riunire (in ordine cronologico) i dipinti e i disegni del Bramantino, nella mostra "Bramantino a Milano" (curata da Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa e Marco Tanzi.), aperta fino al 25 settembre. La disposizione dei lavori (provenienti dalla Pinacoteca di Brera, dalla Pinacoteca Ambrosiana, dai Musei del Castello Sforzesco e dalle raccolte civiche meneghine) permette di seguire la carriera del Bramantino, partendo dalla Adorazione del Bambino della Pinacoteca Ambrosiana, per poi muoversi verso il San Sebastiano di una raccolta privata, il Noli me tangere delle Civiche Raccolte d'Arte Antica e la Madonna con il Bambino e Angeli della Pinacoteca di Brera. Tra i pezzi più preziosi ci sono i dodici arazzi con i Mesi, tessuti da Benedetto da Milano e dai suoi collaboratori su cartoni del Bramantino, che il Comune di Milano ha acquistato nel 1935 da Luigi Alberico Trivulzio e che costituiscono uno dei vanti, spesso ignorati, del patrimonio pubblico cittadino: in quest'occasione sono ripresentati nella Sala della Balla. Inoltre è presente in mostra un filmato di Alessandro Uccelli che documenta un percorso che va dalla Cappella Trivulzio milanese alla chiesa di San Nazzaro fino alle Muse del Castello di Voghera, col ciclo di affreschi recentemente scoperti. Orari: da martedì a domenica 9-17.30. Ingresso gratuito. (c.arg.)