Cavatappi, castelli e la cantina del mistero

SAN DAMIANO Viaggio alla scoperta delle terre del Pinot nero. Premessa: buona parte della fascia collinare vede la presenza di questo vitigno che ritroveremo parlando di spumanti. Un percorso ipotetico tra questi pregiati filari potrebbe partire al confine con Piacenza. Siamo in Valle Versa. Il territorio è quello del Comune di San Damiano al Colle, 216 metri sul livello del mare. Una naturale terrazza sulla pianura. Borgo del vino che racchiude testimonianze di un passato «fortificato». Posto sul dosso che domina l'abitato, c'è il castello che risale al Trecento. E' attualmente abitazione. Oltre al castello sul poggio, sorgeno una seconda, importante fortificazione nota come «rocchetta» (o, talvolta, curiosamente, come «Corte dei Gatti»). E' in un interno di via Oliva, vicino alla parrocchiale. Risalente forse al XV secolo, è in uno stato di conservazione non buono. Da San Damiano a Montecalvo Versiggia . Nel castello, secondo una leggenda tramandata nientemeno che dallo scrittore Carlo Alberto Dossi, uno dei grandi della Scapigliatura (era di Zenevredo), sarebbero state murate 10 mila bottiglie di moscato. E sempre a Montecalvo c'è il museo dei cavatappi: il vino qui, in tutte le sue declinazioni, la fà da padrone. Dalla Valle Versa, passando per Stradella (patria della fisarcomica e del miccone) ci si muove lungo la via Emilia in direzione ovest. Tappa a Santa Giuletta che si estende in pianura, ma ha il suo cuore antico in collina. Provare per credere: salita ripida e bellissima tra i vigneti sino alla frazione Castello. I posti da vedere sulle tracce dei vigneti di Pinot nero conducono quindi a Casteggio (che ritroveremo), ma salendo fino alla frazione di Mairano. Qui domina la scena la tenuta Bussolera. E' privata(è sede della azienda Le Fracce): merita una visita. Un parco stupendo animato da tante attività (come di recente il week end dedicato agli animali da cortile o la sfilata di carrozze d'epoca). Lungo questi tragitti perché non immaginare una puntata a Calvignano . Un paese piccolo piccolo, ma dal cuore grande che batte per il pinot nero e non solo. Già attorno all'anno Mille si contendevano queste terre fertili feudatari e signorotti. Tra loro Giovanni di Travalino che richiama e non per caso il nome di una importante azienda della zona.