«Ci salviamo con l'export» La svolta con l'effetto Ikea

PAVIA Quello tracciato dagli imprenditori del legno è un quadro in linea con quello presentato dall'unione industriale. L'export e la qualità al momento sono gli antidoti per mantenere la linea di galleggiamento del settore . Per il futuro invece la sfida è quella di restare competitivi su un mercato globale, con necessari e durature revisioni al ribasso dei costi aziendali. La San Giorgio di Villanterio produce pannelli di compensato per vari settori come edilizia ed autotrasporti. 40 dipendenti per un fatturato tra i 13 e i 14 milioni di euro all'anno «La nostra produzione di pannelli di compensato è rivolta per lo più ai mercati esteri - sottolinea il responsabile commerciale Nicola Massoni - lavoriamo molto con Francia,Germania ed Olanda. Su quei mercati viene apprezzata la qualità e la duratura del prodotto, mentre il mercato italiano ormai è di prezzo: va bene chi fa spendere meno». Anche a Robbio, nella storica azienda Brivio di via Novara, si producono pannelli di compensato destinati a diventare per lo più parti di camper, caravan e barche. Alla Brivio ci sono 90 lavoratori per un fatturato annuo intorno ai 10 milioni di euro. «La crisi del settore è violenta - sottolinea uno dei titolari Attilio Brivio - andiamo avanti grazie a consolidati clienti esteri del centro nord Europa. Sono compratori molto esigenti, che apprezzano la nostra qualità. Nel futuro questo settore si stabilizzerà sui volumi attuali, con una conseguente selezione naturale». Il gigante pavese del truciolare è la Sit di Mortara, che fa parte del colosso "Gruppo Saviola" che ha un fatturato di oltre 610 milioni euro annui in 17 stabilimenti nel mondo. A Mortara lavorano 270 persone. Nel 2013 dovrebbero partire gli ordini dell'Ikea. Intanto l'azienda, nonostante il mercato del truciolare sia per lo più italiano, guarda all'estero: «Per poter stare a galla dobbiamo contenere i costi dove possibile - spiega l'amministratore dello stabilimento mortarese Roberto Mori - anche se siamo svantaggiati rispetto ai concorrenti europei per i costi dell'energia, superiori da noi di oltre il 30% rispetto a Francia e Germania. E'difficile esportare anche il nostro semilavorato all'estero perchè oltre i 500 chilometri il costo dei trasporti incide troppo. Però tengono i mobilieri italiani che esportano ed usano il nostro truciolare: il prodotto ha un valore aggiunto più alto del nostro e i costi di trasporto sono compensati. Purtroppo poi il sistema bancario non supporta più l'economia a dovere. Per il futuro stiamo gettando basi per la crescita: non abbiamo paura di competere in tutto il mondo».