Amianto, discarica a S. Giuletta
Il Comune di Broni è in attesa del nulla osta del ministero per poter investire 865mila euro nei nuovi lavori di bonifica alla Fibronit. I soldi sono quelli risparmiati grazie ai ribassi delle gare di appalto, i lavori sono invece aggiuntivi a quelli del primo lotto di bonifica ormai quasi terminato. Stando alla perizia approvata dal Comune ci sono alcune opere non previste nel primo lotto, ma ormai necessarie. E' il caso di alcune lastre in amianto che ricoprono i capannoni: «Si tratta di lastre che nel corso della bonifica si sono spezzate o sono malridotte e che ora rischiano di crollare – spiega l'ingegner Maria Teresa Bottino della Broni-Stradella – Pertanto il previsto incapsulamento non può certo bastare a mettere in sicurezza i locali e soprattutto non basta a mantenere separati gli ambienti dove si svolge la bonifica». E poi ci sono le passerelle esterne in ferro ormai arrugginite, che rischiano di cadere. Con gli 865mila euro di lavori verranno rimosse, così come verranno tolti i tubi in cemento che si trovano sul piazzale. Materiale che, stando a una prima verifica, non dovrebbe essere contaminato. Si faranno ulteriori controlli e campionamenti per capire se, nel frattempo, sono stati "attaccati" dalle fibre. Capire se c'è amianto è essenziale per decidere il tipo di smatimento e soprattutto cambia notevolmente i costi. di Linda Lucini wBRONI Il luogo per ospitare la discarica di amianto in Oltrepo sembra proprio essere stato individuato. L'area adeguata ad ospitare l'asbesto sarebbe a Santa Giuletta, nella zona tra il depuratore e l'ex Vinal. La futura discarica, sulla quale la Provincia dovrebbe decidere la localizzazione, è destinata ad ospitare i materiali contaminati dalle fibre della bonifica Fibronit e l'amianto che verrà tolto da tetti, canaline, tubi e coimbentazioni dalle abitazioni dei privati dell'Oltrepo. In tutto si tratta di 400mila metri quadrati di materiali provenienti dai privati e altre 200mila tonnellate della Fibronit. Il resto dell'amianto della provincia verrà invece smaltito in un'altra discarica, anche se il luogo non è stato ancora individuato. Ci sono varie ipotesi, ma la zona titolata ad ospitarla dovrebbe essere una delle ex cave della Lomellina. L'ipotesi di Santa Giuletta è nata all'interno del gruppo di lavoro che in Provincia da settimane sta vagliando studi e relazioni. Il gruppo di lavoro, coordinato dall'assessore Umberto Lasagna, è partito da uno studio effettuato dalla Broni-Stradella. La società, con un'ampia esperienza in campo di smaltimento rifiuti nonchè titolare delle opere di bonifica alla Fibronit, aveva analizzato tempo fa la situazione in Oltrepo e grazie a studi idrogeologici e geologici aveva definito un'ampia area. La zona più adatta dal punto di vista tecnico si trova tra il fiume e la via Emilia. Poi è stato tenuto conto della necessaria distanza dai centri abitati. Per questo motivo si è esclusa l'ipotesi di creare la discarica sul sito della Fibronit. Non solo, si è accantonata del tutto l'ipotesi di localizzare la discarica sul territorio di Broni, città che ha già pagato un prezzo alto per l'amianto. Tra i criteri individuati c'è poi il rispetto delle zone naturalistiche e l'esclusione dei paesi rivieraschi a rischio di alluvioni. Tenuto conto poi delle condizioni sismiche del territorio, si è arrivati ad individuare Santa Giuletta come possibile sito. Lì c'è l'area degradata della ex Vinal, azienda per la produzione di alcol fallita. Dal 2005 l'area è posta sotto sequestro dalla procura di Nocera Inferiore e da allora lasciata al degrado. Certo, la discarica non sorgerebbe all'ex Vinal, ma l'arrivo dell'amianto potrebbe portare alla bonifica dei 900mila metri quadrati dell'azienda fallita dove la situazione è critica per la salute pubblica, sia per la presenza di acidi che sversano sul suolo e potrebbero quindi inquinare le falde acquifere sia per la presenza di coperture in amianto ormai sgretolate.