Incendi di piumini, scattano due arresti
di Maria Fiore wPAVIA Alcuni dipendenti della ditta vicina li hanno visti accovacciarsi in mezzo al parcheggio, con una scatola di fiammiferi in mano. I tre, secondo le testimonianze, stavano appiccando il fuoco ai piumini dei pioppi che in questi giorni stanno provocando più di un incendio in città. «Volevamo solo vedere se bruciavano davvero», hanno cercato di giustificarsi con gli agenti della volante, che li hanno colti sul fatto. Una spiegazione che, visti gli allarmi di lunedì, con roghi in tutta la città, non è bastata a evitare le manette. Abdelghani El Archi, un giovane di 28 anni originario del Marocco, e Slimane Rouab, un 41enne di nazionalità algerina, entrambi con domicilio a Pavia, sono stati arrestati. I due (un terzo complice è scappato) devono rispondere di incendio doloso. Sono cioè accusati di avere appiccato volontariamente il fuoco ad alcune sterpaglie nel parcheggio dello stabilimento che ospita, in viale Bramante, la Safe, la società di vigilanza. Ieri mattina nell'aula di Tribunale, dove sono stati portati per la convalida dell'arresto, i due hanno cambiato un po' la versione iniziale, smentendo di avere usato dei fiammiferi e degli accendini. «Stavamo fumando e forse un mozzicone è caduto per terra, ma non avevamo intenzione di provocare un incendio», ha spiegato il 41enne, che a giugno dello scorso anno aveva chiesto asilo politico. Il compagno, invece, che ha qualche precedente penale, ha negato tutto. Il pubblico ministero Antonella Santi ha chiesto la custodia in carcere e, in alternativa, almeno l'obbligo di dimora. Il giudice Cesare Beretta ha convalidato l'arresto, ma ha deciso di scarcerare gli indagati, fissando a domani il processo. I due, che sono difesi dall'avvocato Federico Molendini, rischiano dai tre ai sette anni di reclusione. Proprio per scongiurare il rischio di una pena così alta, la difesa potrebbe ricorrere a un rito alternativo, come il patteggiamento o l'abbreviato, per ottenere uno sconto di pena. La versione fornita in aula è stata che i due, insieme a un altro amico, verso le 22 dell'altra sera stavano camminando lungo viale Bramante. Uno di loro stava fumando e, una volta finita la sigaretta, ha buttato il mozzicone all'interno di un parcheggio vicino. La cenere accesa sarebbe finita proprio in mezzo a un cumulo di sterpaglie mescolate ai piumini dei pioppi, che avrebbero fatto da innesco. Il gruppo, alla vista delle fiamme, si sarebbe spaventato. Per questo uno dei tre, all'arrivo della polizia, sarebbe scappato. Una versione che contrasta con quella fornita dai dipendenti della stessa Safe, che dicono invece di aver visto tre persone accovacciarsi e tirare fuori dalla tasca qualcosa con cui hanno appiccato l'incendio. Rogo, peraltro, che ha richiesto l'intervento dei vigili del fuoco. A confermare questa versione ci sarebbe la perquisizione della polizia, chiamata dai dipendenti Safe: nelle tasche dei due indagati gli agenti hanno trovato fiammiferi e accendini, ma non sigarette. A spingere gli agenti della volante a usare la mano pesante con i presunti piromani sono stati, poi, anche gli episodi che per tutta la giornata di lunedì si sono succeduti in città: sette incendi, il più grande in un cantiere edile in via Chiozzo, tutti partiti da sterpaglie e piumini e che hanno costretto i vigili del fuoco a ore di super lavoro. L'ultimo rogo, in viale Bramante, ha fatto scattare gli arresti. su Twitter @mariafiore3