Broni in A2, la vittoria del carattere

di Pier Angelo Vincenzi wPAVIA C'è chi si immerge nelle saghe fantasy (Veronica Besagni) e chi, invece, confessa di leggere unicamente la Gazzetta dello sport (Giada Ballardini), ma tutte loro sono accomunate dalla grande passione per il basket e per Broni. Che hanno riportato, dopo una cavalcata entusiasmante, in A2. E quasi tutte vorrebbero restare. Alessandra Molinari, è un'eccezione, ma per ragioni anagrafiche: «Ho 37 anni, credo sia arrivato il momento di dire basta – spiega il pivot – Quest'anno ho sentito l'usura di una stagione di sicuro esaltante, ma terribilmente impegnativa. Sto anche pensando alla mia vita dopo il basket. A Piacenza, la mia città, ho cominciato a lavorare in una caffetteria». Elisa Zanon è un'ala pivot, ha 29 anni e altri problemi: «Abito a Lentate sul Seveso, in Brianza, dove lavoro nella palestra della mia famiglia. Ci metto anche un'ora e mezza per raggiungere Broni: d'inverno è dura, non so se avrò ancora voglia di farlo. Non ho preso una decisione definitiva, ma la logistica complicata potrebbe avere un peso determinante». Altre potrebbero partire per scelte della società, perché la A2 è un gradino sopra. E qualcuno che sembrava destinato a partire, potrebbe cambiare idea. Parliamo di Andrea Achilli, che dopo aver annunciato l'intenzione di andarsene, a mente fredda lascia aperto uno spiraglio: «Deciderò il da farsi dopo la cena sociale con la squadra». Perché al cuore, anche nello sport, non si comanda. Comunque vada, di sicuro la società potrà contare su un gruppo di cestiste fortemente motivate e desiderose di cimentarsi in un campionato più competitivo e prestigioso. «Se voglio restare a Broni? Certo che sì, sono pronta a incatenarmi al municipio», risponde senza esitare il capitano Martina Brusadin. E pure Eugenia Zamelli vorrebbe restare, benché sia costretta a dividersi tra il basket e il lavoro da venditrice nella concessionaria Bmw di Como: «E' stata una splendida avventura, siamo un bel gruppo – dice – Vorrei restare e continuare a giocare con la maglia dell'Omc Broni». Como, ma anche l'Emilia e il Piemonte: la squadra che ha conquistato l'A2 nella finale play off era formata da molte ragazze giunte da altre province, ma tra loro c'erano anche un pavese, Silvia Carù, che ha giocato anche in A1, e una vogherese, Elisa Borghi: «Siamo state brave a crederci, tra febbraio e marzo ce la siamo vista brutta, perdendo tre partite di fila – dice Carù – ma abbiamo trovato la forza di raddrizzare la stagione. Questa squadra vale, non ci vogliono rivoluzioni per portarla in A2».