Gallini, finita la ristrutturazione

VOGHERA Per completare i lavori ci sono voluti tre anni e un milione e 625mila euro, ma sul fatto che ne sia valsa la pena sono tutti d'accordo. Oggi, a quasi centoventi anni dalla sua costruzione, l'istituto tecnico agrario Gallini è tornato ai suoi antichi splendori. Trattandosi di un edificio storico le operazioni di restauro non sono state semplici da eseguire e hanno interessato vari aspetti della struttura: il grosso del lavoro ha riguardato le coperture, le facciate e gli impianti, ma si è provveduto anche ad abbattere le barriere architettoniche ancora presenti all'interno dell'edificio. Alla cerimonia di inaugurazione che si è svolta ieri mattina sono intervenute numerose autorità, dal sindaco Carlo Barbieri al presidente della provincia Daniele Bosone, passando per gli assessori regionali all'agricoltura e all'istruzione Giulio De Capitani e Valentina Aprea. All'appello del preside Luigi Toscani ha risposto anche una rappresentanza delle diverse forze dell'ordine capitanata dalla Polizia locale, che per l'occasione ha sfoggiato il gonfalone con lo stemma cittadino. «L'istituto Gallini- ha detto l'assessore Aprea- è da sempre un centro di eccellenza e un punto di riferimento per un'area geografica molto ampia, che travalica i confini regionali e nazionali. Non sono molte le scuole della zona in grado di vantare una tradizione tanto prestigiosa e un radicamento così profondo sul territorio, elementi che insieme alla qualità dell'insegnamento costituiscono i suoi punti di forza». «La lombardia- ha aggiunto De Capitani - è la prima regione agricola italiana, ma affinchè questo settore continui ad essere produttivo è fondamentale investire sulla qualità, sulla ricerca e sull'innovazione. Istituti come l'Itas Gallini svolgono un ruolo fondamentale in questo campo, e spero continueranno a svolgerlo ancora per lungo tempo».Dopo gli interventi delle autorità gli studenti e gli ospiti si sono riuniti per recitare insieme una preghiera e per assistere alla benedizione elargita da monsignor Pier Giorgio Pruzzi. La cerimonia si è poi conclusa con l'esecuzione dell'inno di Mameli da parte della banda cittadina e con il consueto taglio del nastro. (s.s.)