In nove anni dai pacchi bomba a Olga

ROMA Un semicerchio con cinque punte convergenti completato da una stella con inscritta la A di anarchia. E' questo il simbolo che campeggia sulla rivendicazione dell'agguato di Genova firmata dal Nucleo Olga della Fai - Fronte rivoluzionario internazionale. Un simbolo che è stato propagandato e promosso, all'interno del movimento antagonista globale, proprio dagli italiani. La circostanza emerge con chiarezza dal documento con il quale, nel marzo del 2011, vennero rivendicati i pacchi bomba alla Swissnuclear di Olten (due impiegate ferite) e al carcere greco di Koridallos. Quel documento intitolato «Non dite che siamo pochi» venne discusso all'incontro che decise la nascita della Fai-Fri. «Noi della Federazione anarchica informale italiana - si legge nel documento - proponiamo come bandiera di questa lotta il simbolo della Cospirazione delle cellule di fuoco, le 5 frecce di diversa lunghezza e da diverse direzioni che colpiscono unite il potere. Le frecce saranno sormontate da una stella nera con una A all'interno, simbolo del nostro anarchismo e sopra la stella il nome del gruppo del Fronte rivoluzionario internazionale che rivendica l'azione». «Questo - conclude il passaggio del documento - sempre che i compagni greci siano d'accordo». Il seguito è nella rivendicazione di ieri. Cinque pagine in cui il gruppo di fuoco usa anche parole di critica nei confronti di chi, nel movimento, ha sempre rimandato il passo facendo «invischiare compagne e compagni, anche generosi, nella coltivazione di un orticello di democratico dissenso» inutile alla lotta. Più utili i pacchi bomba inviati a decine da 2003 in poi, più utile la lotta armata. «Non consideriamo un referente i cittadini indignati per qualche malfunzionamento di un sistema di cui continuare a esser parte», si legge. «La nostra idea è quella di un popolo in armi contro ogni forma di oppressione statale, politica, economica», hanno scritto gli attentatori definendosi «privi di alcuna esperienza militare», ma annunciando che con l'attentato ad Adinolfi è nato il gruppo Olga. Olga come Olga Ikonomidou, «perché nella coerenza e nella forza della cellula dei membri prigionieri della Ccf-Fai risiede il cuore della Fai- Fri». Quindi la minaccia finale: «Nelle nostre prossime azioni, il nome degli altri fratelli greci. Un'azione per ognuno di loro».n.a. ©RIPRODUZIONE RISERVATA