La casa domotica di Luca «Per me è un sogno»

GRAVELLONA La casa è quasi pronta e ieri mattina Luca Barisonzi, l'alpino ferito in Afghanistan e ora bloccato sulla sedia a rotelle, l'ha visitata. «Sono felicissimo - dice, subito dopo aver terminato il sopralluogo insieme alla fidanzata americana Sara e alla mamma Clelia - per me è un sogno». Un sogno che nel giro di qualche giorno si realizzerà. Già sabato 19 ci potrebbe essere l'inaugurazione, anche se Luca non ci andrà subito. «Non so ancora - spiega - quando potrò andare a viverci e non vedo l'ora». Tutt'attorno operai e alpini volontari hanno appena finito di faticare. Da fuori appare una normalissima villetta di quelle che si vedono da tutte le parti. Dentro invece tutto funziona automaticamente. Il termine giusto è domotica. Nel giardino le rose sono già piantate. «Vedrete la prossima settimana -spiega un alpino di Verbania, faccia cotta da sole di chi non teme il lavoro - qui sarà tutto verde. Marco Boccellini, anche lui "penna nera", è proprietario dell'impresa che sta costruendo, gira da un angolo all'altro, parla con gli operai, è sempre al telefono, in diretto contatto con l'Ana, l'Associazione nazionale degli alpini che si è mossa per dare una casa a Luca. Lui sospinto da mamma e fidanzata sorride sulla sedia a rotelle. Visto da vicino è un soldato con gli occhi di un bambino felice, ha 24 anni, che dopo tanta fatica, e che fatica, ha ricevuto la giusta ricompensa. Che gli è arrivata dall'impegno dei suoi commilitoni dell'Ana. «E'una casa domotica - spiega Antonio Munari, consigliere nazionale dell'Ana, che è anche direttore dei lavori - significa che alcune funzioni che normalmente vengono svolti in modo manuale in una casa vengono fatte in maniera automatica. Ad esempio tutte le porte sia interne che esterne vengono gestite da un computer o da un telecomando. Lo stesso vale per le finestre e per le persiane. Grazie alla tecnologia messa disposizione dal tablet da ogni angolo della casa è possibile aprire le finestre o le porte». La residenza è tecnologicamente avanzatissima. Dal computer si possono tenere sotto controllo anche la temperatura della caldaia e le luci. «E'possibile - continua Munari - anche vedere attraverso un sistema di telecamere sul tablet chi suona il campanello e aprire la porta». La casa non ha barriere architettoniche e le porte più sono larghe di quelle normali. Anche il bagno è stato attrezzato con un seggiolino ed è più largo del normale, in modo da permettere a Luca di lavarsi da solo. «Abbiamo predisposto - spiega il direttore - un locale con tutti gli attrezzi necessari alla riabilitazione di Luca». Andrea Ballone