Passera: «E' a rischio la tenuta sociale»
ROMA «Il momento più difficile è ora». Corrado Passera, ministro dello Sviluppo economico, non usa mezzi termini nel definire l'attuale situazione del Paese. «Il disagio sociale e diffuso legato alla mancanza di lavoro in Italia è più ampio di quello che le statistiche dicono. È a rischio la tenuta economica e sociale del Paese». Passera, parlando all'assemblea di Rete Imprese Italia ha ricordato che «siamo a valle di dieci anni di non crescita», ed ora c'è anche «una recessione che morde» anche se «l'Italia ne può uscire». Le parole del ministro hanno suscitato una larga eco, tanto che ha ritenuto di precisarne la portata a un convegno a cui ha partecipato più tardi a Venezia, al Digital Economy forum. Passera ha spiegato che la coesione sociale è a rischio con periodi di recessioni prolungati, come dimostra la storia. È in questo senso, e non come un allarme immediato, che vanno lette le parole pronunciate in precedenza. «Nel nostro Paese abbiamo una società forte e una coesione sociale altrettanto forte». «Sicuramente - ha aggiunto Passera - dobbiamo fare di tutto per favorire il riavvio dell'economia e della creazione di posti di lavoro, per evitare che ci siano questi effetti negativi». «Si è visto poi in tutta Europa come a valle di periodi troppo prolungati di recessione poi nascono movimenti di intolleranza e di difficoltà all'interno delle società», ha spiegato il ministro, secondo cui «in tutto il mondo, e la storia ce lo dice, non bisogna mettere eccessivo stress alle società perchè poi l'effetto può essere anche di riduzione della coesione sociale».Il ministro ha ammesso che stanno pesando anche le misure prese dal governo, necessarie però «per arginare situazioni che erano sul punto di non essere più gestibili. Mentre, ha detto, »l'Europa non è ancora capace di fare quel passo che deve fare per la tenuta finanziaria e per un impegno per la crescita». Dopo il lavoro fatto dal premier Monti per «evitare che il Paese scivolasse in una situazione come quella della Grecia», ora «si deve accelerare l'uscita verso la crescita». Anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in un messaggio all'assemblea di Rete Imprese Italia, riconoscosce che è un momento «di forti preoccupazioni per l'andamento dell'economia e le prospettive dell'occupazione, in particolare dei giovani e delle donne». «Con il prolungarsi della crisi - scrive Napolitano - le piccole e medie imprese incontrano crescenti difficoltà nonostante il forte dinamismo e il grande spirito di adattamento che le caratterizza».(a.f.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA