Imprenditore si spara vicino al santuario di Pompei

NAPOLI Altri due suicidi legati alla crisi.Un imprenditore edile del Napoletano si è sparato un colpo alla tempia nel parcheggio del santuario della Madonna di Pompei. Arcangelo Arpino, 63 anni, residente a Vico Equense, ha lasciato, per spiegare il suo gesto estremo, tre lettere, di cui una di scuse ai familiari e un'altra in cui racconta delle difficoltà legate ad alcune cartelle notificategli da Equitalia. Ad accorgersi dell'accaduto sono state alcune suore. Soccorso e trasportato all'ospedale di Castellammare di Stabia, è morto poco dopo il ricovero. Le lettere trovate sono tre e una è specifica sui problemi causati da diverse cartelle di Equitalia. L'azienda edile da lui posseduta l'aveva chiusa, ed ad oggi era titolare di una agenzia immobiliare e una matrimoniale, entrambe in cattive acque economicamente. I suoi problemi con il fisco risalivano a lavori fatti dalla ditta edile e mai pagati dai committenti. Da qui il suo atto d'accusa esplicito in una missiva contro Equitalia. «La gente si sente abbandonata. Anch'io durante la supplica ho detto di sentirmi abbandonato dalle istituzioni. Anche Gesù sulla croce si è lamentato: sono vicino e solidale ai familiari di quest'uomo». E' il commento dell'arcivescovo di Pompei, Carlo Liberati, accorso sul luogo del suicidio. L'altro suicidio è avvenuto in provincia di Prato. Senza un lavoro stabile e con grossi problemi economici, un uomo di 55 anni si è impiccato nei boschi di Vaiano. Il cadavere è stato trovato ieri mattina. L'uomo viveva con l'anziano padre, e tirava avanti grazie alla pensione di quest'ultimo. Quando il genitore è deceduto, recentemente, gli è venuta a mancare l'unica fonte di sostentamento.