Concorso dei vigili Sfilano i testimoni
PAVIA Il caso del concorso dei vigili del 2009, e delle domande circolate prima dell'apertura delle buste, ieri mattina è entrato nel vivo in Tribunale con la deposizione dei dipendenti del comando di viale Resistenza e di alcuni poliziotti che avevano svolto le indagini. In questo processo, che fa riferimento a una vicenda che aveva creato parecchi mal di pancia durante l'amministrazione dell'allora sindaco Piera Capitelli, è imputato Domenico Pingitore, commissario aggiunto della polizia locale (ora distaccato in municipio), accusato di calunnia, rivelazione di atti d'ufficio e violazione della pubblica custodia di cose. Il vigile, che è difeso dall'avvocato Orietta Stella, deve rispondere di avere accusato ingiustamente Gianluca Giurato, comandante della polizia locale, di avere fatto circolare, prima dell'apertura delle buste, le domande del concorso dei vigili urbani, e di averle sottratte insieme ad altre persone, rimaste ignote. Una dipendente, sentita ieri dal collegio dei giudici presieduto da Cesare Beretta, ha confermato - come aveva già spiegato alla polizia giudiziaria dopo l'avvio delle indagini - di avere visto, qualche giorno prima che scoppiasse il caso, «la figura di un uomo aggirarsi, con alcuni fogli in mano, nei corridoi delle stanze del palazzo di viale Resistenza», dove ha sede il comando della polizia locale. In aula, a sentire la deposizione, c'era anche Giurato, che è parte civile in questo processo con l'avvocato Barbara Bertoni. Al comandante questa vicenda era costata la sospensione dall'incarico (Giurato era stato poi reintegrato dopo il pronunciamento del giudice del lavoro) e l'apertura di un procedimento che si era però chiuso con l'archiviazione. Nel processo è parte civile anche il Comune di Pavia con l'avvocato Gian Luigi Tizzoni. Il processo è stato rinviato al 23 maggio, per proseguire con i testimoni della difesa. E il 6 giugno è attesa la sentenza. (m. fio.)