S. Maria, il veterinario si difende «Non molestie, solo carinerie»
di Maria Fiore wSANTA MARIA DELLA VERSA «Un complotto contro di me, messo in piedi da persone invidiose del fatto che sono un bravo professionista. Gli animali? Mai maltrattati. E le presunte molestie sulle mie ragazze erano solo carinerie». Si è difeso così, ieri mattina, il veterinario di Stradella Giuseppe Genta, titolare di una clinica a Santa Maria della Versa, arrestato dai carabinieri per molestie sessuali sulle dipendenti dell'ambulatorio e per sevizie sugli animali. Due ore e mezza di interrogatorio, davanti al gip di Voghera Donatella Oneto, in cui il veterinario ha cercato di ribaltare la versione dell'accusa, facendo qualche parziale ammissione ma fornendo una sua interpretazione dei fatti che gli vengono contestati. Il medico, da quanto è stato possibile sapere, avrebbe negato di avere sottoposto a torture gli animali che venivano portati nella sua clinica, ma ha comunque riferito alcuni particolari che sembrano andare nel solco tracciato dall'accusa. Dettagli che, a questo punto, il magistrato della procura di Voghera Ilaria Perinu, che sta coordinando le indagini, dovrà approfondire. Il veterinario, peraltro, potrebbe chiedere di essere sentito già nelle prossime ore dal sostituto procuratore di Voghera, per chiarire alcune dichiarazioni fatte ieri mattina. Non è stata invece ancora presentata nessuna richiesta di revoca degli arresti domiciliari: ieri all'interrogatorio era presente un sostituto dell' avvocato difensore Carlo Enrico Paliero, con cui non è stato possibile mettersi in contatto per un commento. Il veterinario ha comunque smentito di avere molestato le dipendenti, aggiungendo anche che alcune fotografie trovate nei cassetti delle ragazze, che lo ritraggono nudo, «erano lì solo per caso». Ha poi respinto l'accusa di avere ucciso cani e gatti - destinati a essere soppressi - senza seguire la procedura corretta, e cioè praticando l'anestesia prima dell'iniezione di Tanax, un farmaco letale. Secondo l'accusa, il medico avrebbe, in alcuni casi, ucciso gli animali malati a calci, oppure chiudendoli, ancora vivi, nel congelatore. Oppure, come riferito dalle dipendenti transitate negli anni nella clinica veterinaria, anche privando gli animali malati del cibo e lasciandoli morire d'inedia. Contro il veterinario ci sono, per la precisione, le dichiarazioni di otto dipendenti. Dichiarazioni che hanno anche spinto l'Ordine dei medici veterinari a sospendere il professionista. Ma tra i clienti che portavano i proprio animali nei due studi di Santa Maria e Borgonovo, ci sono anche tanti che si schierano a favore del veterinario. Su internet è partita anche una petizione di sostegno al professionista. su Twitter @mariafiore3