«Batosta del voto, torniamo nei gazebo»
«La Camera di commercio avrà legittimi problemi di bilancio, ma noi abbiamo i nostri». Massimo Valdati, assessore al bilancio del Comune di Pavia, interviene nella vicenda dell'area destinata ad accogliere il Luna Park. Area che la Camera di Commercio è disposta a fornire solo con un aumento di 10mila euro per la locazione. «Si cita un regio decreto del 1931 – prosegue l'assessore – ma non è certo colpa nostra se l'area per gli spettacoli viaggianti, nel frattempo, non è stata realizzata. È stata individuata nel Pgt e verrà realizzata, ma nessuno ha la bacchetta magica. Tra l'altro saremo costretti ad applicare l'Imu ai cittadini pavesi per fare quadrare i conti». Il sindaco, secondo indiscrezioni, sarebbe anche pronto a non organizzare la fiera di Pentecoste. di Fabrizio Merli w PAVIA Alessandria, anno 2007: Piercarlo Fabbio viene eletto sindaco con il 63,01 per cento dei voti. Alessandria, anno 2012: lo stesso Piercarlo Fabbio va al ballottaggio con il 18,29 per cento. Sindaco Pdl, come a Pavia. Città più o meno delle dimensioni di Pavia. Alessandro Cattaneo, l'appuntamento con le urne ce l'avrà nel 2014. Ma i risultati delle comunali incombono come la lama di una ghigliottina. Il Popolo della Libertà, quando è andata bene, ha dimezzato i suoi consensi. E Luigi Greco, assessore ai lavori pubblici e alter ego del sindaco, sul profilo Facebook, a ferita ancora sanguinante, scrive: «Pdl stra-sconfitto. Servita la lezione o bisogna proprio dissolversi?». Parole chiare. Che ne dice il sindaco Cattaneo? La premessa è da politico ormai esperto: «Già di per sè le amministrative sono legate a fattori personali. La gente vota le persone prima dei simboli. Oltretutto si è votato in un periodo in cui la crisi dei partiti è sancita da tutti i sondaggi». Subito dopo, però, viene fuori il Cattaneo più ruspante, quello che è cresciuto nei consigli di circoscrizione e che è stato scelto da Giancarlo Abelli e benedetto da Berlusconi, nonostante la fede interista. «Questo voto – dice – è la controprova della crisi profonda dei partiti, ma al tempo stesso la linea dalla quale ripartire. Mi stanno chiamando tanti amministratori del Pdl che ho conosciuto nella mia veste di vice presidente dell'Anci, l'Associazione nazionale dei Comuni italiani. Assessori di Prato e di Bolsena, consiglieri comunali di Brescia, amici di Ravenna e della Sicilia. E tutti dicono che bisogna reagire e far capire che nel Pdl c'è una base vitale. Invece, a volte, si rimane ingessati quando si dovrebbe prendere l'iniziativa e non si fa altro che aspettare che l'inerzia porti verso la sconfitta». A un sindaco eletto a trent'anni e cresciuto alla scuola della politica di quartiere, che impressione fa un Berlusconi che, nei giorni del voto, va a fare l'invitato di lusso all'incoronazione dello zar Putin? «Berlusconi ha dato tantissimo – glissa Cattaneo – e in molti siamo qua in virtù del fatto che anni fa spirava un vento del quale l'ex premieri era il principale artefice. Oggi non è così, e almeno lui ha avuto l'intelligenza di darsi un ruolo diverso». Cattaneo non è impressionato più di tanto nemmeno dal successo dei grillini. «Il salto difficile è quando ci si deve cimentare con l'amministrazione, quando si deve raggiungere una sintesi. Conosco persone che seguono Grillo nella scia del disagio. Le apprezzo per il senso civico, meno per le generalizzazioni che, molto spesso, applicano alla politica». Ma il Popolo della Libertà, a Pavia, ha da poco "cambiato pelle", passando dall'abellianesimo totalizzante alla guida di Carlo Nola. La referente di questo nuovo corso, in giunta, è Cristina Niutta, assessore alle pari opportunità. Il commento, però, non cambia di molto nel suo tenore: «Purtroppo stiamo pagando una serie di campagne mediatiche che sono state tutte sfavorevoli al centrodestra, negli ultimi mesi, da Formigoni alla Lega. Forse, toccato il fondo, non possiamo che risalire. Dobbiamo pensare che potremo fare solo meglio, scegliendo bene candidati e collaboratori. Senza dimenticare il peso che l'astensionismo ha avuto in queste amministrative». E la Lega? Matteo Mognaschi, capogruppo a palazzo Mezzabarba, guarda al risultato provinciale: «Abbiamo confermato tre amministrazioni uscenti a Mortara, Gravellona e Marzano. Certo, a livello nazionale il caso Belsito ha influito. Però in provincia di Pavia abbiamo tenuto».