Senza Titolo

Due in provincia di Salerno, uno a Cesate, nel Milanese. Si allunga tragicamente di giorno in giorno la catena di suicidi in qualche modo legati alla crisi. Angelo Coppola, operaio edile di 62 anni, dal Natale scorso senza lavoro, si è ucciso ieri con una fucilata al petto nella sua abitazione di San Valentino Torio (Salerno) dove viveva con la moglie e i figli. Accanto al corpo dell'uomo un biglietto : «Senza lavoro non si può vivere». L'uomo era disoccupato dal dicembre scorso quando la ditta per la quale lavorava, non avendo più commesse, era stata costretta a rinunciare alle sue prestazioni. L'operaio - è stato accertato inoltre - era assillato da numerosi problemi economici, tra questi anche il prossimo matrimonio del primo figlio. A Vietri sul Mare Generoso Armenante, 48 anni, si è impiccato dopo aver ricevuto l'ordine di sfratto. Armenante era stato licenziato un anno e mezzo fa da una ditta di distribuzione dove lavorava come custode. Si è è impiccato nel deposito dell'azienda a poca distanza dall'appartamento nel quale viveva con la moglie e due figli, una ragazza di 19 anni e un ragazzo di 14. È stata la figlia a trovare il corpo senza vita del padre e a chiamare la polizia. «Sono un fallito - ha scritto in un biglietto ritrovato nella tasca dei pantaloni - meglio farla finita. Chiedo perdono a tutti». Sempre ieri, a Cesate, nel Milanese, un imprenditore di 60 anni, Luigi Fenzi si è impiccato intorno alle 17.30.L'uomo, sposato e con due figli, era titolare della ditta ST3, che si occupava di formazione nell'uso di apparecchiature elettroniche nel settore delle telecomunicazioni. Fenzi è stato trovato impiccato a un albero nel parco delle Groane a Cesate . In tasca i carabinieri della compagnia di Rho hanno trovato un biglietto in cui l'imprenditore riconduceva il gesto disperato all'impossibilità di far fronte ai debiti.