Derthona, il bilancio è deludente Pelagalli: «Pagati i troppi errori»

TORTONA Una stagione travagliata, l'ennesima, conclusa senza nemmeno disputare i play off. L'ottavo posto conclusivo del Derthona non è in linea con le ambizioni estive. A rendere travagliata la stagione sono stati tre cambi tecnici e un consistente viavai di dirigenti. Si parte in estate con Franco Ricci direttore generale e Michelangelo Rampulla in panchina. Il rapporto tra la società del patron Flavio Tonetto e Ricci si deteriora quasi subito, ma la squadra procede con serenità, spinta da un gruppo di giocatori di valore e molto legati fra loro. In autunno Tonetto affida la direzione della squadra al direttore generale Roberto Lamanna e al direttore sportivo Sergio Borgo. L'arrivo di due dirigenti nuovi viene metabolizzato a fatica dalla squadra e sul campo la situazione precipita dopo la vittoria a Chieri, contro la prima. I bianconeri subito dopo cadono in Val d'Aosta e Rampulla viene sostituito con Cristiano Bacci, tecnico inesperto e che fatica a entrare in sintonia con il gruppo. Tonetto poi richiama come presidente e intestatario delle quote societarie Ambrogio Pelagalli. Si procede con alti e bassi fino al derby con il Villalvernia, chiuso con una rissa per il gol di mano al 96' con cui gli ospiti pareggiano. Scatta la squalifica del campo per una giornata. Poi il calo fisico, "l'ammutinamento" dei giocatori che chiedono la testa di Bacci e Borgo che affida a Balsamo la squadra per una partita, poi Pelagalli impone la continuità in panchina e Borgo si dimette, mentre Lamanna lascia per ragioni di salute. «Troppi errori, troppa confusione – chiosa Pelagalli –. Avremmo potuto chiudere nei primi posti e invece è finita male. Per il futuro bisogna ripartire da quanto di buono si è visto, un gruppo di una decina di giocatori già formato e soprattutto Flavio Tonetto, che deve avere con sé gli interlocutori giusti per dirigere il progetto. Dispiace per i tifosi e per chi ha investito nella società. E' mancata serenità nella gestione, gli ultimi mesi sono stati terribili e la squadra lo ha pagato». Stefano Brocchetti