Fallimento Artedil ecco il dramma di dieci famiglie
VIGEVANO Senza fideiussione e senza certezze. Così si sentono oggi gli inquilini delle case Artedil di Strada Camina. Marco Artioli, responsabile del Caic, associazione vigevanese nata in seguito ai problemi di mancate fideiussioni o case non rogitate in città, racconta la storia di altre dieci famiglie. «Al momento - dice Artioli - il curatore fallimentare dell'Artedil non ha ancora consegnato tutte le fideiussioni. Ci sono di mezzo persone la cui vita è seriamente turbata da queste situazioni». La legge impone ai costruttori di consegnare la fideiussione e di rogitare all'atto dell'acquisto, ma non sempre viene fatto. Anzi sembrerebbe che questo nella maggior parte dei casi proprio non avvenga. «Chi l'ha richiesta - spiega Artioli - non ha avuto problemi, ma molti non avendola ricevuta si trovano ora in seria difficoltà». In gioco ci sono i risparmi di una vita di molti cittadini, quasi sempre famiglie a medio reddito. «Oggi chiediamo di sapere - continua Artioli - in quanti sono quelli che non hanno escusso la fideiussione». E' una giungla legale e di storie di ordinaria paura quella del fallimento Artedil: paura di non rimanere più a casa propria, ma anche paura di dover un giorno spendere altri soldi. E 'la storia di Salvatore Cascarano, 31 anni di professione militare, convivente e con un figlio piccolo, che ha investito i propri risparmi in una casa nuova a due passi dal centro di Vigevano, ma con un occhio sulla campagna. Questa è strada Camina. «Sto parlando con tutti i vicini di casa - racconta - che non sono riusciti a rogitare, per il momento siamo una decina. Nel 2009 ho fatto il compromesso, ma non ho rogitato. C'erano degli accordi con l'Artedil che prevedevano che il compromesso sarebbe slittato di due anni, visto che dovevo vendere un immobile di mia proprietà. Il giorno in cui ho effettuato il trasloco però i ladri sono entrati in casa, ma con le chiavi, dal momento che non c'erano segni di effrazione. All'Artedil mi avevano garantito che sarei stato rimborsato, ma al momento non ho visto nulla. Finora ho dato in anticipo 20mila euro, dei 170mila che dovevo dare. Ho ripetutamente chiesto di firmare il verbale di consegna, ma ciò non è mai avvenuto. Fortunatamente ho le fotocopie degli assegni. So di gente che però è arrivata a spendere fino a 170mila euro». Al momento non è ancora stato contattato dal curatore fallimentare, e sta aspettando la chiamata con un po' di preoccupazione. «L'ultima volta che ho parlato con Artedil - racconta - è stato una settimana prima del concordato preventivo e mi avevano chiesto 9mila euro, come locazione per il periodo in cui ho abitato nella casa. Mi è arrivata una raccomandata con la richiesta, che ho portato al mio avvocato che ha scritto alla società dicendo che non avremmo pagato. Da allora nessuna risposta». Andrea Ballone