Esodati, prima il decreto poi il confronto

di Vindice Lecis wROMA Prima emanerà il decreto sugli esodati, il giorno dopo incontrerà i sindacati. La strada scelta dal ministro Fornero, già sperimentata con i provvedimenti sulle pensioni varati senza concertazione, sta scatenando reazioni tra i sindacati. Susanna Camusso, leader della Cgil, commenta: non vogliono alcun tipo di confronto. Il decreto ministeriale sugli esodati sarebbe pronto e potrebbe, dunque, essere varato anche prima dell'incontro con le parti sociali fissato per il 9 maggio. Il provvedimento dovrebbe riguardare al momento, come previsto dal Salva Italia, soltanto 65 mila persone. Vale a dire coloro che sono vicini al pensionamento e maturano i requisiti per andarci con le vecchie regole entro i prossimi due anni. Si tratta di cittadini che hanno lasciato il posto di lavoro sulla base di accordi aziendali stipulati entro il 2011 ma che sono ancora in cassa integrazione, come nel caso di Termini Imerese. Ma gli «esodati» sono molti di più. Secondo stime dei sindacati, almeno 300 mila. Fatto il decreto, il 9 Fornero incontrerà le confederazioni proprio per valutarne il numero esatto «e che cosa è possibile fare», come ha detto il ministro alla Camera giovedì. Sul tema il governo non ha ancora stabilito che linea assumere e nelle scorse settimane ministri e sottosegretari si sono esercitati in dichiarazioni tra loro contraddittorie. Si tratta di trovare una soluzione per coloro che nei prossimi anni si troveranno di fronte all'esaurimento della mobilità e degli ammortizzatori sociali prima di avere i requisiti per la pensione con le nuove regole. Tra le indiscrezioni: la prosecuzione della mobilità o la copertura della nuova Aspi, fino al raggiungimento dei requisiti. Troppa è comunque l'incertezza e monta l'irritazione dei sindacati verso il ministro. «Si rischia lo stesso errore «delle pensioni» commenta Camusso a proposito della convocazione solo dopo il decreto perché «vuol dire che non c'è volontà di relazione con le forze sociali». Quella delle pensioni è stata infatti una riforma «fatta di polizze assicurative, senza nessuna relazione con il lavoro, con la sua qualità e la sua fatica» aggiunge il leader Cgil per spiegare l'atteggiamento del ministro sugli esodati. Per la Cisl la soluzione si trova solo con la «deroga alla nuova normativa previdenziale». Anche Achille Passoni (senatore Pd) attacca: è «incomprensibile l'atteggiamento del governo». ©RIPRODUZIONE RISERVATA