Eliseo, la Francia decide Esito sempre più incerto

di Alessandro Cecioni wINVIATO A PARIGI La paura dei socialisti è nel titolo di ieri di Liberation: «Dimanche tout est possible», domenica tutto è possibile. In Rue Solferino, nella sede del Partito socialista dove due settimane fa si respirava aria di gran festa, ora si vedono volti tesi. «La folle speranza del presidente candidato», è il titolo più ottimistico di Le Monde. 46 milioni di francesi sono chiamati oggi a scegliere fra Nicolas Sarkozy e Francois Hollande, fra il neogollista e il socialista. Patrick Buisson, consigliere di Sarkozy per questa ultima parte della campagna, ha visto giusto spingendo il presidente a rompere gli indugi e a spostarsi decisamente a destra. Nelle ultime due settimane Sarkozy ha fatto una rimonta prodigiosa nei sondaggi. Subito dopo il primo turno era dato al 46% contro il 54 del suo avversario. Venerdì l'ultima rilevazione gli assegna il 48% dei voti, trend in salita. Una svolta che ha pagato da un lato, ma che rischia di spaventare gli indecisi dall'altro. Dicono che Francois Bayrou abbia deciso di annunciare il suo voto per Hollande dopo aver visto lo spot tv del presidente. Musica incalzante, scontri di piazza, scritte in arabo, un messaggio di paura e poi lui, Sarkozy, che annuncia che taglierà gli ingressi di immigrati, che chiuderà le frontiere se non verrà rivisto Schenghen, il patto di libera circolazione delle persone nell'Unione europea. Da qui la paura dei socialisti che però è anche tattica. I veri rischi per loro possono venire dall'astensionismo a sinistra, dagli elettori di Melenchon, da quell'11% di francesi, quasi 4 milioni, che al primo turno hanno scelto il Fronte di sinistra e che ora potrebbero sentirsi appagati. Da qui gli appelli ripetuti ad andare a votare, a non dare per già conquistato l'Eliseo. E si ricorda che nel 1981, ormai 31 anni fa, quando Mitterrand battè Valery Giscard d'Estaing e i socialisti andarono per la prima volta all'Eliseo, finì 51,76 a 48,24, vale a dire si contò fino all'ultimo voto, così come si era fatto sette anni prima, nel 1974, quando Mitterrand aveva perso, sempre contro Valery Giscard d'Estaing, per una manciata di voti: 49,19% ai socialisti, 50,81 ai gollisti. Quella di oggi si profila come una lunga notte. I socialisti, se vinceranno, andranno alla Bastiglia (e dove sennò?), come accadde con Mitterand. Allora fu sotto una pioggia torrenziale, anche per stasera si annunciano temporali. ©RIPRODUZIONE RISERVATA