Schieramenti anomali diviso anche il Terzo polo
ROMA La presenza di 11 candidati sindaco in campo, sostenuti da 28 liste diverse con oltre 1300 aspiranti consiglieri comunali, fotografa la frammentazione che rende incerto il voto a Palermo. Divisioni che riguardano centrodestra e centrosinistra. Il Pdl tenta di riprendersi palazzo delle Aquile con Massimo Costa, trentaquattrenne ex presidente del Coni Sicilia la cui candidatura, sostenuta anche dall'Udc e dal Grande Sud, era stata inizialmente proposta dal Terzo Polo, che nel capoluogo siciliano si presenta diviso. Futuro e Libertà sostiene infatti la candidatura di Alessandro Aricò, che può contare sull'appoggio dell'Mpa di Raffaele Lombardo e dell'Api di Francesco Rutelli. Spostando lo sguardo nell'area di centrosinistra, il nome che correrà per la poltrona di sindaco è quello di Francesco Ferrandelli. Il percorso del Pd per arrivare a questa candidatura è stato travagliatissimo. Il partito di Bersani ha infatti assistito, con fortissimo mal di pancia, alla sconfitta di Rita Borsellino alle primarie e adesso si trova a sperimentare un format che al Largo del Nazareno in molti vedrebbero bene anche a livello nazionale: un'alleanza con il Sel di Vendola ma non con l'Idv. Il partito di Di Pietro, che ha sconfessato l'esito delle primarie del Pd, punta infatti sulla candidatura di Leoluca Orlando che, in aperta polemica con Bersani, prova a riconquistare la poltrona di sindaco che ha già occupato per 15 anni. Fra le candidature civiche destinate a raggiungere un buon risultato, c 'è quella del trentenne Riccardo Nuti, che corre per il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo.