Phinney, l'ameritaliano in rosa
di Antonio Frigo wHERNING (Danimarca) Taylor Phinney, strano statunitese che ha frequentato le medie a Rosà, a due passi da Marostica, è la prima maglia rosa del Giro. Medaglia di legno, primo degli italiani, infilzato quasi a bocce ferme da Rasmussen, il trevigiano Manuele Boaro. Questo per la cronaca. Per il primo impatto del Giro numero 95, invece, poco da gongolare. E per altri due giorni ci sarà da tremare. Macchè 56° parallelo, macchè «mai così in alto». Una partenza con la sciarpa al collo e giacca imbottita: questo è diventata la grande pensata gazzettara di partire dalla Danimarca, anzi dallo Jutland, un dispetto a quella che per tutti è la corsa del sole. A Herning, cittadina ordinata e niente più, spettava assegnare la prima maglia rosa. E per 2' abbiamo sognato a occhi aperti, noi che non abbiamo scuola nè gare per formare cronomen. Quando Manuele Boaro ha tagliato il traguardo, sopravanzando il lituano che a lungo era rimasto in vetta all'ordine d'arrivo, ci siamo posti il problema di raccontare un ragazzo di San Zenone degli Ezzelini pieno di talento contro il tic-tac ma nato in una nazione che per questa specialità non spende mezza palanca.Poi è arrivato il britannico Thomas, campione di inseguimento, gamba mondiale da pistard, e s'è lasciato Manuele alle spalle. Quindi è arrivato pure il favoritissimo di giornata, l'amerikano scanzonato Taylor Phinney, e Boaro è scivolato al terzo posto. Ha avuto la meglio sul temuto svedese Larsson, non sul ritardatario danese Rasmussen. Si faccia comunque festa, perchè un italiano forte nella crono - per quanto... corta 8,7 km – è un regalo. E poi Phinney è mezzo nostrano ed è figlio dell'epopea americana.Veniva in vacanza all'Elba, da bimbo. E l'Italia piaceva a tutta la famiglia. Fu così che si trasferirono tutti nel Vicentino. papà ex professionista (2 tappe al Tour), Davis, e mamma olimpionica su strada 84 delle due ruote, Connie Carpenter, lui a dir la verità aveva cominciato a giocare a calcio nei campetti dalle parti di Marostica. Poi, convertitosi, diventò iridato U.23 ed esordì prof con la squadra di Armstrong. Questo per la gioia di chi - giustamente - ama le storie. Andiamo alla classifica di chi conta. Bene Pinotti ottavo, bene Gasparotto, Pozzato, Kreuziger e il giovane Coledan, bravo Basso che becca solo 39". e 55" ne paga Pozzovivo, 4 più di lui li accusa Frank Schleck, 1'03" Cunego, 1'16" Gadret. Male anche Scarponi, che porta la maglia 2011 solo qualche minuto: 1'06" il suo deficit.©RIPRODUZIONE RISERVATA